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La Bosch e il (non) futuro dei lavoratori della zona industriale di Bari

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dal Flna di Bari

Non ha convinto proprio nessuno la smentita dell’ufficio stampa di Bosch in merito ai 620 esuberi nello stabilimento di Bari. Negli ultimi giorni del 2021, infatti, ha destato scalpore e sgomento l’annuncio, poi smentito, di un pesante taglio al numero dei dipendenti della multinazionale tedesca.

Sia la smentita dell’azienda che lo sgomento delle burocrazie locali dei sindacati confederali sono evidentemente fuori luogo considerando che è dal 2019 che la Bosch ha annunciato il taglio del personale causato, a dire dell’azienda, dalla profonda crisi delle pompe per l’iniezione dei motori diesel Common rail.

E queste reazioni sono ancora più paradossali se si considera che lo stabilimento Bosch (che conta oltre 1.700 dipendenti) è in agonia da tempo come attestano i circa 1.300 dipendenti in cassa integrazione.

Una bomba ad orologeria che da un momento all’altro si trasformerà in una situazione drammatica per migliaia di famiglie e che non riguarda solo la Bosch, ma gran parte dell’apparato produttivo metalmeccanico della zona industriale di Bari.

La medesima apprensione, infatti, la vivono i lavoratori e le lavoratrici della Magneti Marelli (900 dipendenti), della Dana Graziano ex Oerlicon (500 dipendenti) e della Magna ex Getrag (900 dipendenti), solo per citare le più grandi.

Il Fronte di Lotta No Austerity esprime la più viva solidarietà nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori interessati da questo annunciato massacro sociale che, nei prossimi anni, si estenderà a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale creando drammatiche ricadute occupazionali in tutto il Paese.

Il Fronte di Lotta No Austerity offre, inoltre, il più ampio sostegno ai comitati dei lavoratori in lotta, al Comitato contro i licenziamenti di Bari e all’Assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici combattivi/e e, con l’intento di promuovere e praticare la solidarietà di classe per l’unità delle lotte, e si mette a disposizione delle lavoratrici e dei lavoratori per allargare la lotta a livello nazionale e internazionale.