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Uniamo le lotte con la classe operaia alla testa!

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Si preannuncia un autunno duro per i lavoratori, i pensionati, i disoccupati, gli studenti e le loro famiglie: la morsa del carovita è sempre più stringente, la benzina costa 2 euro al litro, i mutui sono alle stelle, l’inflazione è al 6%, il caro affitti è insostenibile; tutto ciò impedisce, di fatto, il diritto allo studio e riduce il potere d’acquisto dei salari italiani che negli ultimi 30 anni, non solo non è cresciuto, ma ha copiosamente lasciato punti sul terreno. Scuole, trasporti e sanità sono in ginocchio per la carenza di investimenti pubblici e per la speculazione privatista, perdendo sempre più la loro universalità e la loro efficienza.

In Italia il lavoro uccide circa 3 lavoratori al giorno; mentre le crisi industriali le pagano lavoratrici e lavoratori, lasciati per la strada in centinaia di migliaia, per atto di interventi speculativi come delocalizzazioni e dismissioni.

Il governo Meloni in linea col precedente governo Draghi, piegato ai diktat dell’Unione europea, ha precarizzato ulteriormente il lavoro (basti vedere il nuovo codice degli appalti) e, dopo aver gettato sabbia negli occhi con un misero aumento una tantum in busta paga (pagato coi contributi previdenziali dei lavoratori!), nonostante le promesse pre-elettoralistiche preserva il sistema pensionistico Fornero: lavorare di più e più a lungo per guadagnare di meno!

In tutto questo le direzioni di Cgil, Cisl e Uil hanno ruolo complice e attivo. Infatti, nella cosciente rimozione del conflitto sociale, hanno avallato negli anni, tramite contratti ed accordi, tutti gli strumenti funzionali ad arricchire le casse dei loro apparati elefantiaci e quelle del padronato: aumenti salariali risibili o inesistenti, welfare aziendale, fondi sanitari di categoria, pensioni integrative, enti bilaterali, appalti e subappalti. Un quadro drammatico che oltre a delineare l’assenza di diritti, la povertà e la precarietà dei lavoratori, compromette irrimediabilmente la salute e la sicurezza sul lavoro.

Peraltro il sindacalismo di base permane nelle sue logiche settarie e concorrenziali; ed oggi è pervaso anche da una dinamica istituzionalizzante, come dimostra la capitolazione di gran parte delle direzioni delle organizzazioni sindacali di base all’accordo della vergogna sulla rappresentanza (TUR), che compromette gravemente la possibilità di costruire un polo sindacale conflittuale alternativo all’egemonia del sistema integrato tra Confindustria e le direzioni di Cgil, Cisl e Uil.

Ora basta! Serve il protagonismo dei lavoratori e della classe operaia!

30 anni di concertazione e falso riformismo ci hanno impoverito e privato di diritti faticosamente conquistati nel corso di una dura e trionfale stagione di lotte operaie a cavallo tra gli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso.

Oggi più che mai è necessario invertire la tendenza e rianimare il conflitto sociale, unica via per tornare a conquistare salari e pensioni dignitosi e diritti sul lavoro.

Non è più tempo di aspettare. Dobbiamo creare noi l’unità delle lotte, rimettendo al centro il protagonismo dei lavoratori, la solidarietà di classe e il sostegno reciproco nella lotta!

A tal scopo organizziamo un incontro nazionale che permetta di coordinarci e organizzarci dal basso, senza aspettare quello che alcuni dirigenti sindacali non faranno mai: rilanciare il conflitto di classe!

Serve un programma economico e sociale, indipendente dai capitalisti e dai loro governi, per rivendicare:

  • Aumenti salariali e pensionistici consistenti per tutte e tutti e reale riduzione dell’età pensionabile! Stipendi e salari devono aumentare in modo automatico con l’aumentare del costo della vita!
  • Controllo pubblico della dinamica dei prezzi e redistribuzione di lavoro e ricchezza; riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario per favorire l’assunzione di disoccupati!
  • Diritto universale al reddito, all’istruzione e alla sanità pubblica
  • Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro!
  • Rispetto dell’ambiente, lotta all’inaccettabile inquinamento di aria, acqua, territorio; creazione di posti di lavoro per la tutela e la manutenzione del territorio; NO alle grandi opere inutili.
  • Nazionalizzazione sotto controllo dei lavoratori della fabbriche che chiudono o che vogliono trasferire la produzione all’estero!
  • Diritto all’abitare: blocco degli sfratti! Edilizia e alloggi popolari accessibili a tutte e tutti!
  • Politica fiscale equa e progressiva. Basta far pagare le tasse soltanto ai lavoratori dipendenti!

Attiviamoci per costruire una rinnovata stagione di conflitto, cacciamo il governo Meloni e le false opposizioni borghesi; creiamo le premesse per liberarci di questo sistema iniquo e criminale!

Lavoratrici, lavoratori, attiviste e attivisti delle seguenti realtà (primi firmatari): 

Stellantis (Atessa e Cassino) 

Pirelli (Bollate e Bicocca)

Ferrari (Maranello)

Lavoratori ex Alitalia (Comitato Tutti a Bordo)

Esselunga (Alessandria)

Ikea (Milano)

Trenitalia (Toscana)

Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti (Taranto)

Donne in lotta 

Movimento di Lotta per la casa (Firenze)

PER INFO E ADESIONI SCRIVI A [email protected]