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Pirelli, contestato e sanzionato il compagno Diego Bossi: la solidarietà operaia non si fa attendere

11' di lettura

La lotta comune di molte avanguardie sindacali, a partire dai rappresentanti delle realtà di lotta aderenti al Fronte di Lotta No Austerity, è sempre più attuale e non lascia tregua: questa volta, come ci spiegano gli operai Pirelli della Allca-Cub nel loro comunicato, ad essere colpito è stato Diego Bossi, compagno da anni in prima linea nella costruzione del nostro fronte e impegnato con coerenza e determinazione nelle battaglie per i diritti dei lavoratori e dei più deboli. 

Diego è stato sanzionato dalla direzione Pirelli per ingresso fuori turno non autorizzato; ingresso — e questo è l’aspetto più riprovevole della vicenda — finalizzato ad assistere un collega gravemente malato durante il colloquio col medico competente.

La direzione aziendale era stata preventivamente informata dell’ingresso di Diego e aveva avvisato il medico competente della presenza di un testimone durante il colloquio: prima si fa credere che l’ingresso sia autorizzato, poi si sanziona!

Siamo di fronte all’ennesimo tentativo di reprimere la libertà sindacale di tutte le lavoratrici e i lavoratori e il loro diritto di organizzarsi in modo libero e indipendente.

A Diego, agli operai Pirelli e alla Allca-Cub inviamo tutta la nostra incondizionata solidarietà e garantiremo il nostro pieno sostegno!

Come nostra consuetudine raccoglieremo qui tutte le manifestazioni e i comunicati di solidarietà, che potete inviare all’indirizzo [email protected] 

Leggi i comunicati di solidarietà a Diego:

Comunicato della Rete Sindacale Internazionale di solidarietà e di lotta

Il compagno operaio Diego Bossi, storico attivista della Cub di Milano, da sempre impegnato nella difesa dei lavoratori e dei più deboli, è stato sanzionato dalla Pirelli per essere entrato nel territorio aziendale fuori dal suo orario di lavoro, con lo scopo di assistere un suo collega ammalato di una grave patologia che cercava di ottenere condizioni di lavoro compatibili col suo stato di salute.

Si tratta di una sanzione pretestuosa e politica, finalizzata a intimidire i militanti combattivi dei sindacati conflittuali, in particolar modo tutte le organizzazioni sindacali che non hanno sottoscritto il patto sulla rappresentanza (Tur), patto siglato dalle associazioni padronali e dalle direzioni di Cgil, Cisl e Uil per estromettere i delegati del sindacalismo di base.

Diego è da sempre impegnato nella costruzione di un sindacalismo di classe, dove le lavoratrici e i lavoratori si possano organizzare in modo democratico, partecipativo e indipendente dai padroni e dai loro governi; un impegno profuso anche oltre i confini italiani, dove ha partecipato alle riunioni e alle conferenze della Rete sindacale internazionale di solidarietà e di lotta.

A Diego e agli operai Pirelli organizzati nella Cub esprimiamo totale e incondizionata solidarietà, proseguendo insieme a loro la battaglia per costruire sindacati di base e conflittuali in tutti i Paesi.

https://laboursolidarity.org/it/n/3190/solidarieta-a-diego-operaio-pirelli-sanzionato-perche-difendeva-un-collega-ammalato

https://laboursolidarity.org/en/n/3191/solidarity-with-diego-pirelli-worker-sanctioned-for-defending-a-sick-colleague

https://laboursolidarity.org/n/3192/solidaridad-con-diego-obrero-de-pirelli-sancionado-por-defender-a-un-companero-enfermo

Operai Pirelli militanti e aderenti all’area di opposizione in Cgil, “Le Radici del sindacato”, dello stabilimento di Settimo Torinese
Operai Stellantis di Atessa (CH) – Coordinamento Slai-Cobas Chieti

PROVVEDIMENTO

ANTISINDACALE!

Esprimiamo vicinanza al compagno operaio Diego della Pirelli, storico attivista e dirigente nazionale della Allca-Cub per l’intempestivo pretestuoso ed antisindacale provvedimento disciplinare comminatogli dall’azienda che lo accusa (previa autorizzazione) di aver assistito sindacalmente un lavoratore fragile. L’ennesimo precostituito provvedimento disciplinare a danno di un’avanguardia sindacale operaia, conferma che la repressione padronale messa in atto non solo in Pirelli, è una strategia sempre più spietata finalizzata a spegnere ogni forma di resistenza operaia. A Diego esprimiamo solidarietà incondizionata.

Operai Stellantis di Cassino (FR)
I delegati Fiom-Cgil Ferrari
Lavoratrici e lavoratori ex Alitalia

SOLIDARIETÀ AL COMPAGNO DIEGO

I lavoratori e le lavoratrici ex Alitalia inviano solidarietà al compagno Diego Bossi, operaio Pirelli e dirigente nazionale della Allca-Cub, vittima di una contestazione pretestuosa e repressiva da parte della dirigenza Pirelli con la complicità delle direzioni sindacali di CgilCislUil.

Diego da anni svolge il ruolo di sindacalista combattivo all’interno della sua fabbrica, subendo le tante restrizioni normative in tema di rappresentanza sindacale, contro le quali non ha mai smesso di lottare dentro e fuori i cancelli della Pirelli.

Diego è da sempre al fianco di ogni lotta contro ogni forma di oppressione e sfruttamento ed è stato attivamente presente al nostro fianco durante tutta la battaglia contro lo smantellamento di Alitalia.

Colpire Diego vuol dire colpire ognuno e ognuna di noi che ancora oggi continuiamo a lottare contro i licenziamenti e a difesa di un trasporto aereo pubblico e per una compagnia unica e pubblica, scevra dal vergognoso gioco clientelare tra padroni e direzioni sindacali. Che siano i lavoratori e le lavoratrici a scegliere i propri rappresentanti, diventando loro stessi protagonisti del proprio futuro.

Contro ogni forma di repressione!

Per un vero modello di rappresentanza sindacale democratica!

Giù le mani da Diego!

Ferrovieri Cub e Cub Rail
Operai Ilip di Valsamoggia (BO)
Unione sindacale italiana fondata nel 1912

Comunicato da Usi 1912 e da Associazione Usicons aps di sostegno e solidarietà a Diego Bossi – operaio della Pirelli e attivista di FLNA Roma, 2 luglio 2024 

(da inserire grazie tra i vari comunicati di sostegno).

La nostra vicinanza e solidarietà al compagno operaio Diego Bossi, per procedimento disciplinare e sanzione inflitta dalla direzione padronale, per aver “osato” partecipare a colloquio a sostegno di collega….chi ha svolto le funzioni di RLS sui posti di lavoro e ancora oggi è delegato sindacale RSA, sa quanto è importante non lasciare isolati i lavoratori e le lavoratrici, specie a colloqui con il “medico competente aziendale” su materie relative a sicurezza e salute sul lavoro, idoneità alle mansioni o altro…così come non deve mancare il sostegno a chi come Diego, intende l’attività sindacale in modo appropriato, come aiuto e incentivo a non farsi lesionare o comprimere, diritti fondamentali come quelli al lavoro e alla salute, anche provando ad aggirare le ristrette norme che prevedono solo figure sindacali precise…l’esperienza praticata in tanti anni di duro impegno politico sindacale, dove RLS non ci sono o sono troppo omologati o peggio, filo aziendali, è quello di utilizzare lo strumento dell’art. 9 della legge 300 1970, dove anche un semplice comitato operaio, se agisce con quella forma di strumento di tutela “tramite proprie rappresentanze” che non devono per forza coincidere con RLS 8perle vicende specifiche)  RSA o RSU , anche come consulente e cittadino-lavoratore esperto, ha la possibilità di dare ausilio e poter intervenire in materia…

LASALUTE NON E’ UNA MERCE, LA SICUREZZA SUL LAVORO NON E’ UN COSTO DA RIDURRE PER GLI UTILI E PROFITTI PADRONALI, L’ATTIVITA’ SINDACALE NON VA LIMITATA SOLO ALLA “CASTA DEI SINDACALISTI”, MA DEVE DIVENTARE PRATICA COLLETTIVA E SOLIDALE.

FORZA DIEGO, NON SEI DA SOLO, IMPUGNA LA SENTENZA E PROSEGUI NEL DURO IMPEGNO COLLETTIVO DALL APRTE GIUSTA…UN SALUTO RESISTENTE

Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912 esecutivo nazionale e federazione intercategoriale locale confederale di Roma

Associazione Usicons aps – Giuseppe Martelli 

2 luglio 2024

Operai della Allca-Cub di Alessandria

Raccapricciante: è il termine che troviamo adatto alla vicenda che ha coinvolto il nostro compagno Diego, colpito vilmente da un provvedimento disciplinare che nasce da una contestazione senza fondamento. Tutto vergognoso e ridicolo. Questa vicenda dimostra che i padroni possono sopravvivere, da parassiti quali sono, solo con l’arroganza e con le loro regole fatte appositamente per colpire in modo vigliacco i sindacati conflittuali e i loro militanti. Diego è un compagno della nostra stessa Organizzazione Sindacale, da sempre combattivo, coerente, solidale: forse proprio per questo dà fastidio ai suoi padroni, e in questo modo l’hanno voluto punire ingiustamente. Massima solidarietà a Diego, siamo pronti a sostenere qualsiasi azione in sua tutela e difesa: uniti vinceremo la guerra contro i padroni. Toccano 1, toccano tutti!

Allca Cub Alessandria

Lavoratrici e lavoratori Linate e Malpensa

LE LOTTE NON SI INTIMIDISCONO
SOLIDARIET À AL COMPAGNO DIEGO

Nei giorni scorsi, la Pirelli ha sanzionato in maniera pretestuosa il compagno Diego Bossi, storico attivista sindacale della Cub nella fabbrica di Bollate, mentre svolgeva la sua attività sindacale a sostegno di un lavoratore in difficoltà che aveva chiesto la sua presenza durante una visita con il medico aziendale.

Dopo aver concordato tutto con medico e responsabili aziendali, la Pirelli contesta di essere entrato nei locali aziendali al di fuori del suo orario lavorativo. Un attacco totalmente pretestuoso e infondato, mirante a screditare Diego e la Cub agli occhi dei lavoratori, cercando di favorire le sigle sindacali confederali, che non a caso si sono subito espresse a favore del comportamento della Pirelli.

Come Cub Trasporti Linate e Malpensa esprimiamo la nostra solidarietà al compagno Diego, che da sempre sostiene le lotte dei lavoratori in tutti settori e che è stato presente diverse volte alle nostre iniziative di lotta – sia a Linate che a Malpensa, da ultimo durante i giorni dello sciopero prolungato in MLE, nonché dei lavoratori Alitalia negli anni scorsi. 

Siamo certi che questa maldestra intimidazione aziendale non potrà far altro che aumentare la sua determinazione nella lotta e aiuterà i lavoratori a capire chi sta veramente dalla loro parte.

06/07/2024
Cub Trasporti Linate e Malpensa 

Le radici del sindacato, opposizione in Cgil Cremona
Donne in lotta
Cub Scuola di Modena
Federazione provinciale di Milano dell’Usi-Cit
Cub di Firenze e provincia
Delegati e lavoratori indipendenti di Pisa

SOLIDARIETÀ A DIEGO BOSSI, OPERAIO E DELEGATO DELLA CUB NELLA PIRELLI

 Una contestazione inviata a Diego, delegato sindacale e dirigente della Allca-Cub, merita la massima attenzione perchè l’accusa di essere stato trovato “fuori turno all’interno delle aree aziendali senza motivazione o preventiva autorizzazione”, in molti casi ha rappresentato l’anticamera di provvedimenti disciplinari fino al licenziamento.

E’ già capitato anche nel pisano che delegati Rsu o Rsa, Rls si siano assentati temporaneamente dal luogo di lavoro perchè chiamati da colleghi con problemi di salute, patologie piu’ o meno gravi, una richiesta di aiuto che arriva ogni giorno ai delegati combattivi riconosciuti dalla forza lavoro.

L’agibilità di un delegato sindacale è determinante per svolgere  ruolo e presenza sindacale, avvertire l’azienda è scontato (come nel caso di Diego) ma ci sono casi eccezionali nei quali non è stato possibile e da qui sono partiti richiami, sanzioni e licenziamenti per abbandono del posto di lavoro.

I lavoratori e le lavoratrici devono essere messi in condizione di esercitare un diritto elementare ossia quello di essere accompagnati dai delegati rsu, rsa o rls, dal datore di lavoro, da un superiore o anche semplicemente a una visita del medico del lavoro temendo di non riuscire a far valere i loro diritti per inesperienza o per semplice non conoscenza delle norme

E’ proprio la presenza del delegato sindacale ad essere considerata da molte aziende una indebita intromissione e non un fatto scontato. La prassi datoriale è quella di ridurre l’agibilità sindacale e al contempo abbandonare al loro destino i lavoratori alle prese con problemi di salute, ricorrere a procedimenti disciplinari diventa quindi la solita arma per intimidire il delegato e rompere ogni legame tra lo stesso e i colleghi.

http://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com/2024/07/solidarieta-diego-bossi-operaio-e.html

Articolo di Giovanna Lo Presti per il sito Volere la luna

Controllare e disciplinare. Un apologo

10-07-2024 – di: Giovanna Lo Presti

Il nostro Paese sta scivolando verso un assetto sempre più autoritario. Ce lo confermano molte cose. Alcune arrivano all’opinione pubblica e destano la condanna di chi ha ancora un po’ di buon senso (un esempio per tutti: gli studenti pisani incastrati a tenaglia e poi manganellati dalla Polizia durante una manifestazione contro il massacro dei palestinesi nel febbraio scorso). Altre, sia perché colpiscono singoli individui sia perché non hanno una immediata dimensione pubblica, sia per la loro apparente poca rilevanza, si consumano ogni giorno nei luoghi di lavoro. L’istanza disciplinare si è fatta in questi anni sempre più forte. Muovere critiche al proprio datore di lavoro o alle condizioni in cui si lavora può mettere a rischio la prosecuzione del rapporto di lavoro, con la scusa che la critica compromette il “rapporto di fiducia” tra lavoratore e datore di lavoro. Va da sé che sto parlando di critiche verificabili e giustificate: nemmeno quelle sono accettabili, ai giorni nostri! Di quanto sia cresciuto l’atteggiamento sanzionatorio nel lavoro pubblico e privato non è semplice dire, per l’oggettiva difficoltà nel reperire i dati totali. Facendo riferimento al lavoro pubblico nel 2021 sono stati in totale 11.203 i provvedimenti disciplinari a carico dei dipendenti pubblici; nel 2019 è pervenuto un elevatissimo numero di comunicazioni che hanno dato avvio a 12.000 procedimenti disciplinari, rispetto ai 10.000 del 2018. Nel 2017, per andare indietro di qualche anno, i procedimenti avviati erano stai 8576; nel 2014, 6935 (le informazioni complete si trovano nel sito ministeriale). La tendenza è, evidentemente, alla crescita degli interventi disciplinari.

Sono passati quindici anni ed è ancora viva nella memoria la vicenda di Riccardo Antonini, il ferroviere che si era offerto come consulente gratuito per una delle famiglie delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio del 2009. Venne licenziato «per aver rilasciato dichiarazioni lesive dell’immagine del Gruppo Ferrovie dello Stato», «per le pubbliche e ripetute ingiurie rivolte all’allora amministratore delegato della società» e perché si era «posto dichiaratamente come concreto antagonista della società da cui dipendeva». Il ricorso in Cassazione diede ragione all’azienda. Ma che legge è questa se non la barbara legge del più forte?

Abbiamo voluto ricordare la vicenda di Riccardo Antonini per introdurne un’altra, più ordinaria ma pur sempre ingiusta. Il fatto riguarda un operaio della Pirelli, Diego Bossi, dirigente sindacale impegnato nella difesa dei diritti dei lavoratori (troppo spesso messi da parte dai sindacati “maggiormente rappresentativi” e talvolta accantonati da quegli stessi sindacati di base, in uno dei quali – l’Allca CUB – milita Diego). L’azienda gli ha contestato la presenza ingiustificata «fuori turno all’interno delle aree aziendali senza motivazione o preventiva autorizzazione». Leggendo questa contestazione viene da immaginare qualcuno che, con aria furtiva, si aggiri nottetempo nelle “aree aziendali” chissà per quali loschi motivi. Invece Diego era sì presente in azienda fuori orario di lavoro, ma per un motivo preciso e dichiarato a chi di dovere: un collega, affetto da una grave patologia invalidante, gli aveva chiesto di accompagnarlo, essere presente e assisterlo durante il colloquio con il medico competente. La Direzione era stata avvisata dallo stesso lavoratore della presenza del rappresentante sindacale e nulla ha obiettato il medico competente durante il colloquio. Non è l’entità della sanzione che qui si prende in considerazione ma il fatto che la sanzione abbia il chiaro intento di far pressione, di far sentire il fiato sul collo al rappresentante sindacale. Se non fosse così, l’azione di Diego, che ha accompagnato, fuori dal suo orario di servizio, un collega in difficoltà al colloquio con il medico competente si dovrebbe considerare meritoria.

Viviamo tempi in cui il moto degli eventi è troppo spesso regressivo. Le tante “memorie artificiali” non ci aiutano a imparare dal passato e a ricordare. Perciò, invece, è bene ostinarsi a ricordare e anche a prendersi la licenza di confrontare eventi di peso diverso ma analoghi. In questi giorni si ricorda il centenario della nascita di Danilo Dolci, un uomo che fu molte cose, un utopista poliedrico che negli anni Cinquanta, in un borgo remoto della poverissima Sicilia occidentale, si inventò lo “sciopero al contrario”. Con un centinaio di disoccupati mise mano a una impraticabile trazzera per risistemarla. Per questo fatto venne arrestato e condannato. Lo difese Piero Calamandrei, che pronunciò a sua difesa, nel Tribunale di Palermo una memorabile arringa. Come si possono condannare uomini che, per senso della comunità, fanno un lavoro che servirà a tutti? «Ma come può essere avvenuto questo capovolgimento, non dico del senso giuridico, ma del senso morale e perfino del senso comune?». Questo chiedeva Piero Calamandrei ai giudici e questo ci chiediamo oggi di fronte a un piccolo episodio di ordinaria ingiustizia come quello che ha colpito Diego. Il quale saprà bene come difendersi – e la prima vera difesa è rappresentata dai tanti compagni di lavoro che lo stimano. Gli altri, quelli che sanzionano, quelli che considerano ogni giusta protesta per la dignità nel proprio lavoro qualcosa contro cui intervenire con metodi da legulei o, peggio ancora con la forza, li compatiamo.

«È certo che in questa società compressa da una crosta di accomodante scetticismo sono noiosi in generale gli uomini onesti, gli uomini che prendono le cose sul serio»: sono sempre parole di Calamandrei, la cui attualità è evidente. Da questa situazione c’è una sola via d’uscita: la lotta solidale per costruire una società giusta e umana.

https://volerelaluna.it/lavoro/2024/07/10/controllare-e-disciplinare-un-apologo/