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Dalle lotte per l’”emergenza Xylella” nasce in Puglia una mobilitazione per una nuovo modello di agricoltura

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Intervistiamo Angelo Cardone attivista Cub da sempre in prima linea nelle lotte ambientali

a cura del Flna Bari

Angelo Cardone, da anni è un punto di riferimento in Puglia per le lotte ambientali e in particolare ha dedicato gli ultimi anni a scardinare il muro di gomma istituzionale sull’affaire Xylella.

Angelo a che punto siamo di questa brutta storia di collusione tra istituzioni, università e multinazionali?

Da oltre 10 anni le imposizioni dell’osservatorio fitosanitario della Regione Puglia e dei laboratori “Selge” stanno provocando l’abbandono e lo svilimento degli oliveti del Salento e i danni agronomici stanno provocando gravi ripercussioni anche su altri settori. 

Con quali modalità la Regione impone i suoi metodi e chi se ne avvantaggia realmente?

Pur consapevoli delle criticità ambientali, degli squilibri nel suolo, della diffusione di svariati patogeni, questi burocrati, legati alle multinazionali dell’agrochimica, con l’appoggio dei grossi imprenditori agricoli, hanno imposto misure vessatorie e grottesche nei confronti degli agricoltori. Le misure sono varie, ma in particolare vi è l’imposizione dell’uso di insetticidi, quindi l’espianto coatto di alberi di olivo autoctoni e in ultimo il continuo e palese tentativo di imporre varietà brevettate.

Tu hai spesso parlato di una vera e propria lobby che gestisce l’intero settore dell’agricoltura, vero?

Si certo, questa lobby impone un modello di agricoltura intensivo che ha come unico obiettivo facili profitti e per questo sfrutta scriteriatamente il suolo. Un modello peraltro ormai superato tant’è che il loro fallimento è ormai plateale.

Perché ritieni che ci troviamo davanti a un modello fallimentare?

Centinaia di agricoltori, seguendo le proprie conoscenze o con le indicazioni di tecnici e ricercatori indipendenti, stanno recuperando gli oliveti autoctoni, mentre i nuovi impianti della varietà brevettata fs17 seccano dopo un anno o due dalla messa a dimora.

Nonostante queste prove evidenti questo gruppo di potere continua ad accaparrarsi milioni di euro di soldi pubblici.

E quindi il movimento pugliese che guidi da anni come intende muoversi ora?

È giunto il momento di dirottare queste risorse nel recupero delle colture autoctone e nel ripristino della fertilità dei suoli, 

affinché nasca un nuovo modello di agricoltura ecologicamente e socialmente sostenibile. Crediamo che questo debba partire proprio dalla Puglia, la regione che ha subito le conseguenze più drammatiche di un modello di agricoltura sbagliato, dettato dalle multinazionali del settore e imposto da burocrati asserviti.

Avete già individuato le prime azioni?

Sì, si parte lunedì 30 maggio con una assemblea pubblica promossa dalla Cub con la collaborazione della Camera del lavoro Clab dei Cobas di Bari e di chiunque altro vorrà unirsi.

Ringraziamo Angelo Cardone e ricordiamo che il Fronte di Lotta No Austerity ha sempre seguito e supportato questa durissima lotta e così farà anche in questa nuova avventura, mettendo in connessione l’iniziativa delle realtà pugliesi con quelle di tutto il Paese.