Internazionale

Appello urgente dei sindacati palestinesi: porre fine a ogni complicità, smettere di armare Israele

3' di lettura

15 ottobre 2023

La Rete

Israele ha chiesto a 1,1 milioni di palestinesi di evacuare la metà settentrionale di Gaza, sottoponendoli a continui bombardamenti. Questa misura spietata fa parte del piano di Israele, con il sostegno incrollabile e la partecipazione attiva degli Stati Uniti e della maggior parte degli Stati europei, di compiere massacri atroci e senza precedenti contro i 2,3 milioni di palestinesi di Gaza e di ripulire etnicamente la regione. Da sabato, Israele ha bombardato Gaza in modo indiscriminato e intensivo, tagliando carburante, elettricità, acqua, cibo e forniture mediche. Israele ha ucciso più di 2.700 palestinesi, tra cui 614 bambini, radendo al suolo interi quartieri, spazzando via intere famiglie e ferendo più di 10.000 persone. Alcuni esperti di diritto internazionale hanno iniziato a mettere in guardia dalle azioni genocide di Israele.

Inoltre, il governo israeliano di estrema destra ha distribuito più di 10.000 fucili ai coloni estremisti nella Palestina del 1948 e nella Cisgiordania occupata, per facilitare l’escalation di attacchi e pogrom contro i palestinesi. Le azioni, i massacri e la retorica di Israele indicano la sua intenzione di realizzare la seconda Nakba, a lungo promessa, espellendo il maggior numero possibile di palestinesi e creando un “nuovo Medio Oriente” in cui i palestinesi vivono in perenne soggezione.

La risposta degli Stati occidentali è stata di completo e totale sostegno allo Stato di Israele, senza nemmeno un cenno al diritto internazionale. Questo ha amplificato l’impunità di Israele, dandogli carta bianca per condurre la sua guerra genocida senza limiti. Oltre al sostegno diplomatico, gli Stati occidentali riforniscono Israele di armi e sanzionano le attività delle aziende israeliane produttrici di armi all’interno dei loro confini. 

Mentre Israele intensifica la sua campagna militare, i sindacati palestinesi chiedono alle loro controparti internazionali e a tutte le persone di coscienza di porre fine a tutte le forme di complicità con i crimini di Israele, cessando urgentemente il commercio di armi con Israele, così come tutti i finanziamenti e la ricerca militare. Il momento di agire è adesso: sono in gioco vite palestinesi.

Questa situazione urgente e genocida può essere scongiurata solo da un aumento massiccio della solidarietà globale con il popolo palestinese, che può frenare la macchina da guerra israeliana. Abbiamo bisogno di un’azione immediata – ovunque vi troviate nel mondo – per impedire l’armamento dello Stato israeliano e delle aziende coinvolte nell’infrastruttura del blocco. Ci ispiriamo alle precedenti mobilitazioni sindacali in Italia, Sudafrica e Stati Uniti, nonché alle analoghe mobilitazioni internazionali contro l’invasione italiana dell’Etiopia negli anni ’30, contro la dittatura fascista in Cile negli anni ’70 e altrove, dove la solidarietà globale ha limitato la portata della brutalità coloniale.

Chiediamo ai sindacati dei settori interessati di
– Rifiutare di produrre armi per Israele.
– Rifiutarsi di trasportare armi in Israele.
– Adottare mozioni in tal senso all’interno dei propri sindacati.
– Agire contro le aziende complici che partecipano all’attuazione dell’assedio brutale e illegale di Israele, in particolare se hanno contratti con la vostra istituzione. 
– Fare pressione sui governi affinché cessino tutti gli scambi militari con Israele e, nel caso degli Stati Uniti, smettano di finanziarlo.

 
Facciamo questo appello in un momento in cui assistiamo a tentativi di vietare e mettere a tacere ogni forma di solidarietà con il popolo palestinese.

Vi invitiamo a parlare e ad agire di fronte all’ingiustizia, come hanno fatto storicamente i sindacati. Lanciamo questo appello perché siamo convinti che la lotta per la giustizia e la liberazione della Palestina non sia solo una lotta determinata a livello regionale e globale. È una leva per la liberazione di tutti i popoli diseredati e sfruttati del mondo.

Federazione generale palestinese dei sindacati, Gaza.

Unione Generale dei Lavoratori dei Servizi Pubblici e del Commercio 
Unione generale dei lavoratori comunali 
Unione generale dei lavoratori degli asili nido 
Unione generale dei lavoratori del settore petrolchimico 
Unione generale dei lavoratori agricoli 
Unione dei comitati femminili palestinesi 
Unione generale dei lavoratori dei media e della stampa

Federazione generale dei sindacati palestinesi (PGFTU)

Unione generale degli insegnanti palestinesi
Unione generale delle donne palestinesi
Unione generale degli ingegneri palestinesi
Associazione dei commercialisti palestinesi
Federazione delle associazioni professionali, tra cui 
Associazione dentistica palestinese – Centro di Gerusalemme 
Associazione dei farmacisti palestinesi – Centro di Gerusalemme 
Associazione medica – Centro di Gerusalemme

Sindacato dei giornalisti palestinesi
Ordine degli avvocati palestinesi 
Associazione palestinese degli infermieri e delle ostetriche
Sindacato dei lavoratori degli asili nido 
Sindacato dei lavoratori del servizio postale palestinese
Federazione dei sindacati degli insegnanti e del personale delle università palestinesi 
Federazione generale dei sindacati indipendenti della Palestina (GFIU)
Nuova Federazione dei Sindacati Palestinesi (Nuova Federazione)
Unione generale degli scrittori palestinesi
Sindacato degli appaltatori palestinesi
Federazione dei sindacati degli operatori sanitari
Unione palestinese degli psicologi e degli assistenti sociali

Contatto

E-mail: [email protected]   –   X [Twitter]: Workersinpales1   –   Instagram: Workers in Palestine

LEGGI DAL SITO DELLA RETE SINDACALE INTERNAZIONALE DI SOLIDARIETA’ E DI LOTTA
https://laboursolidarity.org/it/n/2916/appello-urgente-dei-sindacati-palestinesi-porre-fine-a-ogni-complicita-smettere-di-armare-israele