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LA GABBIA CONTRATTUALE

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Stellantis, rinnovo del Ccsl: pubblichiamo il comunicato del Coordinamento Slai Cobas di Chieti


La piattaforma di rinnovo contrattuale, presentata dai firmatari nelle fabbriche Stellantis, non ponein discussione le clausole di esigibilità e responsabilità recepite da FCA dagli accordiinterconfederali siglati dal 2011 al 2014, che hanno determinato per le non elette ma “nominate” rsa/RLS una sostanziale limitazione dell’agibilità nella contrattazione l’esclusione delle organizzazioni sindacali che rifiutano di sottoscrivere tali condizioni capestro.

La richiesta di aumento pari a €150 lordi per la IV fascia professionale suddivisa nel triennio, è irrisoria e offensiva se si considera la persistente perdita di potere d’acquisto causata dall’inflazione e dai rincari delle bollette e delle utenze dei servizi essenziali.

Le reiterate proposte di sostituire quote salariali con benefits del welfare aziendale sembra un ritorno al pagamento in natura degli anni ‘50 dall’apparente vantaggio fiscale, ma in realtà determinano la fine dello stato sociale in quanto si privatizzano i servizi con progressiva
fideizzazione dei dipendenti.

L’elemento di efficienza per stabilimento non viene trasformato in quota base annua strutturale per un progressivo e netto aumento in busta paga con il riconoscimento dei volumi produttivi e delle professionalità acquisite, ma finalizzato alla riduzione dei costi aziendali e alla suddivisione degli
utili crescenti tra gli azionisti nonostante il “periodo storico di crisi”.

Nella piattaforma il sistema metrico ergo-uas, metodologia imposta per l’ottimizzazione dei tempi e la produttività, sbandierato come migliorativo per la nostra salute si è rivelato nella sua vera natura pregiudicando in maniera sempre più pesante le condizioni lavorative,i tempi di riposo, salute ed occupazionali, non viene posto minimamente in discussione poiché condiviso acriticamente dal 2010 dai confaziendali con l’ex a.d. Marchionne.

Con l’introduzione legislativa n.66/2003 del ministro Sacconi che ha consentito la riduzione dei tempi di riposo settimanali, come subito con l’applicazione della turnistica 21/19/17, a peggiorare la situzione si prospetta la recezione nel ccsl del “retrogrado e innovativo” orario multiperiodale (giornate lavorative che potrebbero arrivare fino alle 10ore consecutive) per soddisfare le temporanee esigenze aziendali quali costi energetici, la gestione della reperibilità dei componenti elettronici.

Infine è ingiustificabile la superficiale richiesta sul part-time che non propone un sostanziale aumento della limitata quota del 4% che garantirebbe ai lavoratori/ci richiedenti di soddisfare le crescenti esigenze di conciliazione dei tempi vita-lavoro. La flessibilità richiesta non dovrebbe essere rivolta ad agevolare l’ingresso o l’uscita del personale impiegatizio ma riguardare un aumento dei par a fruizioni individuale a fronte di quelli trattenuti e a disposizione aziendale pe
fermate collettive.

Non bastasse tutto ciò pretendono attraverso la modalità del silenzio assenso una contribuzione una tantum a carico dei lavoratori non iscritti alle sigle firmatarie di €40, soldoni che andranno ad ingrassare ulteriormente le casse delle burocrazie sindacali.

La concertazione confederale tende a favorire sempre più le esigenze padronali a discapito della classe operaia costringendo i lavoratori a vivere in stabilimenti simili alle gabbie di allevamento intensivo.

Alla rassegnazione contrapponiamo la lotta di classe, unica arma a nostra disposizione per fronteggiare il progetto liberista di lorsignori che vorrebbero operai ossequiosi, automi flessibili al pari dei programmabili robots, rivendichiamo con forza salario, diritti e dignità.

Coordinamento SLAI Cobas Chieti
21 novembre 2022