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PIAGGIO AEROSPACE IN AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA

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IL GOVERNO GIALLO-VERDE RISPONDE ALL’ENNESIMA CRISI INDUSTRIALE CON IL TAGLIO DELLE COMMESSE PUBBLICHE E LA CASSA INTEGRAZIONE

La Piaggio Aerospace è una delle più importanti imprese aeronautiche italiane, fondata nel 1884 da Rinaldo Piaggio, nella provincia di Genova, iniziò la produzione aeronautica dal 1915 caratterizzandosi nella costruzione di aerei civili e militari arrivando ad essere leader nella produzione di bireattori innovativi, dal PD-808 al P180 Avanti, fino a giungere a produrre aeromobili con pilotaggio remoto P1HH (droni).

Non avendo mai avuto una partecipazione azionaria statale, sono state comunque tante negli anni le commesse pubbliche, soprattutto in campo militare, che hanno permesso alla Piaggio A. di diventare un fiore all’occhiello nel campo aeronautico internazionale, senza che però sia mai stata tenuta fuori la (mala)politica dalla gestione.

PERCOSSA DAL CENTRO-SINISTRA CON LO ZAMPINO DEI NOTI SPECULATORI AFFONDATA DAL GOVERNO GIALLO VERDE SEMPRE PIU’ ALLO SBANDO!

Nell’era Prodi (anni ’90) la società comincia ad avere la prima crisi e nel 1998 viene rilevata da una cordata di imprenditori con a capo la famiglia Ferrari che puntò sulla produzione di apparecchi di lusso, poi nel 2006, sempre con Prodi, viene aperta la partecipazione azionaria al fondo sovrano di Abu Dhabi (Mubadala) che nel 2014, durante il governo Renzi, rileverà il 100% della società aereonautica.

Tale operazione fu favorita da Luca Cordelio di Montezemolo, ai tempi ancora dirigente della Ferrari (F1) e molto legato al fondo emiratino mediante interessi trasversali (Unicredit, Ferrari ecc…) con i quali portò a termine anche l’affare Alitalia con Etihad.



A conclusione di tutto ciò l’allora Premier Renzi, dopo aver benedetto la nuova Alitalia con la famosa frase “decolla Alitalia, decolla L’Italia”, fece anche da presentatore al nuovo moderno stabilimento Piaggio A. a Villanova d’Albenga. Oggi sia Alitalia che la Piaggio A. sono in amministrazione straordinaria con un futuro incerto sull’orlo della bancarotta.

COMMESSE MILIONARIE PROMESSE DAL CENTRO SINISTRA, REVOCATE DAI GIALLO-VERDI

Nel 2016 la proprietà emiratina presentò un piano di ristrutturazione lacrime e sangue con la chiusura di catene di produzione e il conseguente licenziamento di centinaia di lavoratori.

L’allora Premier Gentiloni, nel tentativo di mette una toppa ai danni creati da Renzi, propose una golden power per evitare la perdita di pezzi importanti dell’azienda e parallelamente promise lo stanziamento di 766 milioni per un ordine di 20 droni P1HH da parte del governo.

Arrivati Salvini e Di Maio nel 2018, i loro ministri si incartano sul concetto di “uso civile, uso militare” di questi droni e, considerando di fatto inutile questo modello, bloccano la commessa nonostante siano stati già stanziati milioni di euro e 8 modelli siano già pronti in hangar. Questa decisione innesca l’ira degli sceicchi che, di tutta risposta, ritirano l’investimento chiedendo che la storica impresa aeronautica italiana sia posta in amministrazione straordinaria.

MENTRE SI SUSSEGUONO LE PROMESSE DEI MINISTRI PENTASTELLATI PER I LAVORATORI DELLA PIAGGIO E DELL’INDOTTO ARRIVA LA CASSA INTEGRAZIONE

Da novembre 2018 è partita l’amministrazione straordinaria e continuano a susseguirsi numerosi incontri tra le parti per tentare di trovare una soluzione alla critica situazione. Si è iniziato tentando di trovare una soluzione proprio per gli 8 droni già prodotti e fermi negli hangar di Piaggio A.

In un primo momento la ministra della Difesa Trenta annuncia lo stanziamento di 250 milioni per l’acquisto degli 8 velivoli “chiavi in mano” ma, giunta anche la contrarietà del capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, ad oggi la sua proposta si è arenata nelle commissioni in parlamento.

La Difesa si dichiara inoltre disponibile ad investire per ammodernare la propria flotta con i nuovi P180 Evo affermando che forse potrebbe essere una soluzione maggiormente percorribile rispetto ai droni.

Insomma tanta confusione e nessuna soluzione mentre dal 2 di maggio saranno attivati gli ammortizzatori sociali per il totale organico in forza in Piaggio A. fino a 1027 lavoratori che, senza un’imminente soluzione, potrebbero essere posti tutti in cassa integrazione come sta avvenendo per i 60 lavoratori dell’indotto della società Laerh produttrice di fusoliere per i velivoli della Piaggio A.

I LAVORATORI PIAGGIO A. HANNO INTRAPRESO LA GIUSTA STRADA CON SCIOPERI E CORTEI, MA PER VINCERE HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DI ALTRI LAVORATORI IN LOTTA

Sono mesi che i lavoratori della Piaggio A, sono in lotta rendendosi protagonisti di scioperi, manifestazioni con grandi cortei bloccando anche per ore le principali vie del capoluogo ligure e per il 24 aprile è previsto un incontro “informale” al Mise tra il governo e i soli segretari nazionali di categoria, cosa che ha acceso la rabbia delle rappresentanze locali ed aziendali nonché dei lavoratori interessati.

Il Fronte di Lotta No Austerity è un coordinamento nazionale di attivisti di base sindacali di diverse organizzazioni ma anche di attivisti di movimenti sociali che tentano di unificare le lotte fra di loro cercando di superare i muri che troppo spesso le dirigenze sindacali innalzano tra i lavoratori di diversi settori ed organizzazioni solo per meri interessi personali se non peggio padronali.

Crediamo vivamente che la lotta degli operai Piaggio A. possa diventare più forte se rientra in un contesto più generale in cui si potrebbero unire le rivendicazione dei colleghi della Laerh, della Bombardier, della divisione manutenzione Alitalia, degli ex lavoratori AMS (officina motori Alitalia fallita), Fca, Pirelli ecc…

Unione che potrebbe iniziare da un semplice scambio di solidarietà operaia e che si potrebbe evolvere in una presenza fisica alle manifestazioni fino ad arrivare a riunioni unificate con stesura di piattaforme unitarie decise dalla base dei lavoratori, senza escludere che tale unione possa scavalcare i confini trovando solidarietà internazionale come è avvenuto tra gli operai della divisione Alitalia e gli operai dell’impresa aeronautica brasiliana Embraer.

L’UNICA RIVENDICAZIONE VINCENTE È LA RICHIESTA DELLA NAZIONALIZZAZIONE

In tutte le grandi aziende strategiche per il Paese, i lavoratori devono porre come loro principale obiettivo il raggiungimento della nazionalizzazione anche attraverso l’occupazione della loro fabbrica, in modo che possa divenire un bene collettivo: Piaggio A., Alitalia, Tim, Bombardier, Aeroporti e Porti, Ilva, Fca, Pirelli e tanti altri devono essere posti sotto il controllo pubblico con il solo scopo di generare ricchezza e lavoro nell’interesse dell’utenza e dei lavoratori che sono troppo spesso vittime di speculatori privati senza scrupoli.

UNICA SOLUZIONE OCCUPAZIONE DELLE FABRICHE!
SOLIDARIETA’ ALLA LOTTA DEI LAVORATORI PIAGGIO AEROSPACE VITTIME PRIMA DALLA SVENDITA DA PARTE DI RENZI E ORA DELLE FALSE PROMESSE ED ILLUSIONI DEL GOVERNO GIALLO-VERDE

Il Gruppo Operaio del FLNA