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ALITALIA: “NEL NOME DELL’’UNITA’ E DELLA MOBILITAZIONE”,
CUB/ACC INSIEME AD ALTRE SIGLE, MANIFESTANO DAVANTI A MONTECITORIO LUNEDI’ 25 GENNAIO

Riceviamo e pubblichiamo con sostegno da Cub trasporti Alitalia

Nuova manifestazione lunedì 25 gennaio, dalle 9,30 davanti a Montecitorio sul futuro di Alitalia. A indirla CUB, ACC, ASSOVOLO E NAVAID con l’invito diretto a mobilitarsi a tutte le sigle sindacali e a tutti i lavoratori: “Auspichiamo di riuscire a costruire – dichiara Antonio AMOROSO, segreteria nazionale CUB – un percorso urgente con tutte le sigle del settore. Nessuna esclusa. Una mobilitazione da estendere presto a tutto il comparto, falcidiato da una crisi che non deve e non può essere pagata dai lavoratori”.
Infatti l’allarme lanciato dal Commissario Leogrande che ha comunicato l’impossibilità di proseguire oltre l’attività della vecchia Alitalia e di assicurare l’operatività della bad Company in attesa del decollo di ITA, apre uno scenario spaventoso di fallimento e perdita occupazionale per oltre 10.000 lavoratori AZ e altri 30.000 dell’indotto.
“Una situazione che fa emergere gli errori e l’irresponsabilità di chi ha avuto la pretesa di gestire una compagnia senza averne la competenza – sottolinea la CUB – una vicenda che il Governo non può ignorare e a cui deve porre rimedio per evitare che vada in fumo quanto finora investito”
La recente lettera inviata dalla Commissione Ue con 62 quesiti che di fatto mettono dei paletti all’avvio della nuova società Ita, aumenta, secondo la CUB, l’urgenza di una risposta: “La scelta intrapresa dal Governo e disegnata dalla UE per ITA – precisa Antonio AMOROSO – non solo sbarra la strada alla costruzione di una vera Compagnia di Bandiera ma ipoteca l’occupazione e i trattamenti normativi e salariali futuri dei lavoratori, senza dare risposta alcuna alla categoria (neppure ai precari già lasciati a casa), al Paese e ai cittadini”.
Il sospetto è che si stia pianificando, secondo Antonio AMOROSO, un “arrembaggio” da compagnie straniere, prima fra tutte Lufthansa: “La lettera inviata dalla UE comprova, se mai ce ne fosse bisogno, che il ricco mercato italiano del trasporto aereo continua a far gola a molti che vogliono metterci le mani sopra”.