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AEROPORTO LEONARDO DA VINCI – ROMA FCO Primato di Qualità, Speculazione e Precarietà!!!

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Per il secondo anno consecutivo, l’Aeroporto Internazionale Leonardo Da Vinci di Fiumicino, vince la classifica europea per la qualità dei servizi offerti ai passeggeri e si colloca tra i primi 10 migliori aeroporti del mondo. Sembrerebbe tutto meraviglioso, se facessimo finta di non sapere su cosa si basa il successo ma soprattutto le fortune di Aeroporti di Roma, società di Atlantia e, quindi, di proprietà della famiglia Benetton.

Un aeroporto, quello di Fiumicino, di proprietà pubblica ma in concessione privata proprio alla famiglia Benetton che ne detiene il controllo proprio come per Autostrade Spa, una formula con cui sono stati privatizzati i ricavi di una miniera senza fondo che deve tornare nelle mani dello Stato e della collettività.

Paradossale quello che successe nel 2012 quando, il dimissionario governo Monti, dopo duri mesi di Austerity e tagli scaricati sui cittadini, ebbe il tempo e il modo per prolungare la concessione e dare il via libera agli aumenti delle tasse aeroportuali da 16 a 26 fino a 50 euro: un piano miliardario grazie al quale sono state versate nelle casse del gruppo Benetton più di 360 milioni all’anno fino al termine della concessione prevista nel 2044, peraltro procurando un danno di centinaia di milioni ad Alitalia, essendo la più esposta agli aumenti tariffari.

È stato chiaramente il modo per finanziare a priori (in genere gli investimenti vengono remunerati a posteriori e dopo che siano realizzati), con soldi della collettività, il progetto del raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino che prevede la costruzione di nuovi moli e la 4° pista di atterraggio, l’opera infrastrutturale più grande della storia del nostro paese. Un piano di sviluppo che si pone come traguardo il raggiungimento di 100 milioni di passeggeri all’anno, con investimenti pubblici e futuri ricavi privati concepiti però anche attraverso lo sfruttamento sia dei territori che dei lavoratori, nonché gravando notevolmente anche sulla salute della cittadinanza. Un piano smentito da illustri studiosi che, in comparazione con altri aeroporti internazionali, prevedono un eventuale sviluppo dei passeggeri attraverso una migliore organizzazione operativa (vedi l’aeroporto di Londra), senza alcun bisogno di una nuova pista.

Più che un aeroporto un grande centro commerciale

Dopo il famoso incendio del T3 avvenuto nel 2015, una delle pagine più buie della storia dell’aeroporto di Fco, in cui vennero costretti migliaia di lavoratori a lavorare in condizioni inaccettabili tra sostanze tossiche e diossina, del quale, ad oggi, sono ben poche le notizie sull’avanzamento delle indagini per individuare le responsabilità, l’aeroporto di Fiumicino è diventato un enorme cantiere, in cui vecchie strutture sono state demolite (auspichiamo tenendo conto del rischio amianto) per far posto a quelle nuove, come ad esempio il molo E che ha tutte le sembianze di un grande Mall di emiratina memoria, dove migliaia di metri quadrati sono occupati da negozi di grandi marche e ristoranti, molti di meno invece gli spazi per i nuovi gate.

Un grande laboratorio di sfruttamento

Dal 2008/09 la liberalizzazione dei servizi aeroportuali con le esternalizzazioni delle attività di Handling da parte del gestore Adr, la privatizzazione di Alitalia e la conseguente frammentazione contrattuale e salariale, l’arrivo dal 2013 delle Low Cost a Fco, crearono le condizioni ideali per un infernale dumping sociale in cui le varie società trovano più conveniente farsi concorrenza sul costo del lavoro che sulla qualità del servizio. Il mondo del lavoro a Fco è stato stravolto, gettando le basi per uno sfruttamento esasperato, in cui la fanno da padrone la precarietà, la flessibilità oraria che rende inconciliabile i tempi di vita privata/lavoro, i tagli all’occupazione stabile, ai salari e ai diritti nonché alle condizioni di salute e sicurezza.

La Cub ed Acc, credendo che le rivendicazioni dei comitati territoriali e dei lavoratori si debbano unire in un’unica grande vertenza, aderiranno alla manifestazione per il clima e contro le grandi opere inutili.

Appuntamento:

23 MARZO ALLE ORE 14 A P.ZZA DELLA REPUBBLICA