Internazionale

SETTORE AEREO INTERNAZIONALE: OLTRE IL COVID-19 IL VERO VIRUS È IL CAPITALISMO!

12' di lettura

Riceviamo e pubblichiamo con piacere comunicato internazionale del settore aereo prodotto dalla Cub trasporti / AirCrewCommittee, Cgt Iberia, Sud Aérien e Sos handling, tradotto in 5 lingue.

Come lavoratori ed attivisti sindacali del settore aereo ed aeroportuale vogliamo prima di tutto inviare il nostro sostegno e solidarietà internazionalista a tutte le nostre colleghe e i nostri colleghi che, nonostante l’emergenza coronavirus (Covid-19), sono costretti a continuare a lavorare, spesso in mancanza o con inadeguati dispositivi di sicurezza, mettendo a rischio la propria salute come quella dei propri familiari, allo stesso tempo inviamo la nostra solidarietà a tutte e tutti, soprattutto precari che, a causa di questa crisi, stanno perdendo il posto di lavoro senza salario.

Non può decidere il mercato

Siamo assolutamente coscienti della forte crisi che sta vivendo il settore aereo – aeroportuale a causa dell’emergenza sanitaria (Covid-19), con cui le compagnie aeree sono state costrette (solo in piena crisi) a tagliare l’operativo fino al 95%. Fin dall’inizio dell’emergenza, che ha avuto il suo primo focolaio nella regione Wuhan di in Cina, ci siamo mobilitati per richiedere maggiori tutele per la salute dei lavoratori e dei passeggeri, chiedendo riduzione di attività, dispositivi di sicurezza (maschere e guanti), fino a rivendicare la chiusura degli aeroporti al traffico commerciale. Siamo stati e continuiamo ad essere inascoltati, se oggi c’è una forte diminuzione del traffico aereo, è dovuto solamente alla ridotta richiesta da parte del mercato (vendita biglietti) e non da una presa di posizione politica sul blocco dei voli commerciali per contrastare la diffusione del virus (Covid-19).

Non si può continuare a lavorare

Nel pieno rispetto dei lavoratori della sanità, come lavoratori del settore aereo – aeroportuale ci siamo trovati fin dal principio a lavorare senza nessuna protezione, in alcuni casi con il totale divieto di utilizzo di mascherine e guanti mentre continuavamo ad essere a diretto contatto con migliaia di passeggeri presso gli aeroporti e dentro gli aerei. Tutto ciò è irresponsabile ed inaccettabile e non saranno delle nuove disposizioni di legge, dei vari governi, in tema di salute e sicurezza, a tutelare la salute dei lavoratori e dei passeggeri: solo un reale blocco del traffico commerciale potrebbe garantire la tutela della salute di tutti, assicurando solamente i voli di emergenza (trasporto alimenti, medicine, malati, ecc.) ei voli per garantire i ricongiungimenti familiari e il rientro presso i propri Paesi.

Non dovranno essere i lavoratori a pagare la crisi

Chiaramente la sospensione momentanea del traffico aero, per la durata massima dell’emergenza sanitaria, non la dovranno pagare le lavoratrici e i lavoratori del settore aereo – aeroportuale, come neanche i colleghi dell’indotto (mense, pulizie, negozi, bar ecc.), questa crisi la dovranno pagare coloro che, da decenni, lucrano in un settore in continua crescita, che genera ogni anno miliardi di euro di ricavi, di cui ai lavoratori giunge solamente una piccola parte. La crisi la dovranno pagare i padroni e i governi garantendo l’occupazione e i salari pieni a tutti i lavoratori del settore, sia in questo momento di piena crisi, sia nel momento in cui si dovrà ri-decollare.   

Il settore aereo – aeroportuale è essenziale: nazionalizzazione compagnie nazionali ed aeroporti

Questa crisi ha messo in evidenzia l’importanza, per ogni Paese, di detenere il controllo di un settore essenziale come quello aereo – aeroportuale, un settore che può risentire di tanti fattori esterni, ne è un esempio la crisi del Coronavirus, ma che non può essere tenuto sotto scacco da privati e approfittatori che, alla prima difficoltà, licenziano i lavoratori e lasciano a terra milioni di passeggeri. Da sempre rivendichiamo la nazionalizzazione delle principali compagnie nazionali, come anche la nazionalizzazione degli aeroporti, considerati come dei veri e propri beni comuni, in modo che possano essere posti al servizio della collettività, nel rispetto dei lavoratori come anche dell’ambiente e del clima, essenziale per la vita intera del Pianeta. 

PRIMA DI TUTTO IL RISPETTO DELLA SALUTE E VITA DEI LAVORATORI

LIMITAZIONE IMMEDIATA DEI VOLI – SOLO VOLI EMERGENZIALI

NAZIONALIZZAZIONE COMPAGNIE DI BANDIERA ED AEROPORTI

LA CRISI LA DEVONO PAGARE PADRONI E GOVERNI

NESSUN POSTO DI LAVORO IN MENO

GARANTITI I SALARI AL 100% PER TUTTA L’EMERGENZA


INTERNATIONAL AIR SECTOR: BEYOND COVID-19 THE TRUE VIRUS IS CAPITALISM!

As workers and union activists in the airline and airport sectors, first of all, we want to send our internationalist support and solidarity to all our colleagues who, despite the emergence of the coronavirus (Covid-19), are forced to continue working even more and with a lack or inadequacy of of safety devices, thus putting their own, their family health at risk, at the same time, we send our solidarity to all and all, especially the precarious people who, due to this crisis, are losing their jobs without a salary.

It is not the market that should decide!

We are absolutely aware of this strong crisis that the air and airport sector is experiencing, due to the health emergency (Covid-19), in which airlines are being forced (only in the midst of a crisis) to cut the operation by up to 95% . Since the beginning of the emergency, which had its first outbreak in the Wuhan region in China, there has been a reduction in activities.

There as been demands for safety devices (masks and gloves), until the claim for the closure of airports to commercial traffic. We were and still are not being heard, if today, there is a strong decrease in air traffic, it is only due to the reduced market demand (ticket sales) and not to a policy of blocking commercial flights to stop the spread of the virus (Covid -19).

You can’t keep working!

In full respect for health workers, as workers in the air-airport sector, we have been working without any protection since the beginning, in some cases with a total ban on the use of a mask and gloves while we continue to have direct contact with thousands of passengers inside airports and airplanes. All of this is irresponsible and unacceptable, there will be new provisions of laws, from various governments, on the subject of health and safety, which will grant the protection  of workers and passengers health: only a real blockage of commercial traffic can guarantee protection health, ensuring only emergency flights (food transport, medicines, sick people, etc.) and flights to ensure family reunification and to repatration.

Workers should not pay for the crisis

Clearly, the momentary suspension of air traffic, for the maximum duration of the health emergency, should not be paid by workers in the air-airport sector, nor should it be paid by colleagues in the supply sector (cafeteria, cleaning, shops, bars, etc.), this crisis must be paid by those who, for decades, have profited from a constantly growing sector, which generates billions of euros in revenue every year, of which only a small part reaches workers. The crisis must be paid by the bosses and governments, who must guarantee stability and full wages for all workers in the sector,  at this time of full crisis, and when we are ready to take off again.

The air-airport sector is essential: nationalization of national companies and airports!

This crisis has highlighted the importance, in each country, of having control over an essential sector such as the air-airport sector, a sector that can withstand so many external factors, such as the coronavirus crisis, In opposition to the control by private interests and profiteers who, at first difficulty, sack workers and leave thousands of passengers on the ground. We have always demanded the nationalization of the main national companies, as well as the nationalization of airports, considered as the true common goods, so that we can be put at the service of the community, with respect for workers, as well as the environment and climate, essential for the entire life of the planet.

BEFORE EVERYTHING RESPECT FOR THE HEALTH AND LIFE OF WORKERS

IMMEDIATE FLIGHTS LIMITATION – EMERGENCY FLIGHTS ONLY

NATIONALIZATION OF FLAG COMPANIES AND AIRPORTS

THE CRISIS MUST BE PAID BY BOSSES AND GOVERNMENTS

NO WORKPLACE UNLESS

SALARY 100% GUARANTEED DURING ALL EMERGENCY


SECTOR AÉREO INTERNACIONAL: MÁS QUE EL COVID-19 EL VERDADERO VIRUS ES EL CAPITALISMO

Como trabajadores y activistas sindicales del sector aéreo y aeroportuario queremos por encima de todo enviar nuestro apoyo y solidaridad internacional a todos nuestros colegas, hombres y mujeres, que aún con la emergencia del coronavirus (Covid-19), son obligados a continuar trabajando, con falta o inadecuados dispositivos de seguridad, poniendo en riesgo la propia salud como aquella de sus familiares mismos. Al mismo tiempo enviamos nuestra solidaridad a todas y todos, sobre todo los precarios que, a causa de esta crisis, están perdiendo el puesto de trabajo sin salario.

No puede decidir el mercado

Somos absolutamente conscientes de la fuerte crisis que está viviendo el sector aéreo – aeroportuario a causa de la emergencia sanitaria(Covid-19) por la cual las compañías aéreas se han visto obligadas (sólo en plena crisis) a recortar la operativa hasta en un 95%.Desde el comienzo de la emergencia, que ha tenido su primer foco en la región Wuham de China, nos hemos movilizado para exigir mayor control de la salud de los trabajadores y los pasajeros, pidiendo reducción de actividad, dispositivos de seguridad (mascaras y guantes) hasta reivindicar el cierre de los aeropuertos al tráfico comercial. No fuimos ni somos escuchados, si hoy hay una fuerte disminución del tráfico aéreo, se debe solamente a la reducción requerida por parte del mercado (venta de billetes) y no de una toma de posición política de bloqueo a los vuelos comerciales para obstaculizar la difusión del virus (Covid-19).

No se puede continuar trabajando

Con pleno respeto a los trabajadores de la sanidad, como trabajadores del sector aéreo-aeroportuario que nos hemos encontrado desde el principio trabajando sin ninguna protección, en algunos casos con la total prohibición de uso de mascarillas y guantes mientras continuabamos estando en contacto directo con miles de pasajeros en los aeropuertos y dentro de los aviones. Todo esto es irresponsable e inaceptable y no serán las nuevas disposiciones legales, de varios gobiernos, en términos de salud y seguridad, las que defiendan la salud de los trabajadores y de los pasajeros :sólo un bloqueo real del tráfico comercial puede garantizar la defensa de la salud de todos, asegurando solamente los vuelos de emergencia (transporte de alimentos, medicinas, enfermos, etc..) y los vuelos para garantizar el reagrupamiento familiar y el cercano retorno a los países de cada uno.

No deben ser los trabajadores los que paguen la crisis

Claramente la suspensión momentánea del tráfico aéreo, durante la duración máxima de la emergencia sanitaria, no la debemos pagar los trabajadores y trabajadoras del sector aéreo – aeroportuario, como tampoco los colegas implicados (cara al público , limpieza, tiendas, bares, etc..) esta crisis la deben pagar aquellos que, durante decenios, se han lucrado en un sector en continuo crecimiento, que genera todos los años millones de euros de beneficios, de los cuales a los trabajadores llega una pequeña parte. La crisis la deben pagar los patronos y los gobiernos deben garantizar la ocupación y los salarios completos a todos los trabajadores del sector, sea en esto momento de plena crisis, sea en el momento en el cual de deberá volver a despegar.

El sector aereo – aeroportuario es esencial: nacionalización de las compañías nacionales y los aeropuertos

Esta crisis ha puesto en evidencia la importancia, en todos los países, de detentar el control de un sector esencial como es el aéreo-aeroportuario, un sector que puede resentirse de tantos factores externos, de los cuales un ejemplo es la crisis del coronavirus, que no puede ser tenido bajo el control de ciudadanos privados y especuladores que, ante la primera dificultad, despedirán a los trabajadores y dejarán en tierra a millones de pasajeros. Desde siempre reivindicamos la nacionalización de las principales compañías nacionales como también la nacionalización de los aeropuertos, considerados como auténticos bienes comunes verdaderos, de modo que puedan ser puestos al servicio de la colectividad, respetando a los trabajadores como también al medio ambiente y al clima, esenciales para la vida completa del planeta.

ANTE TODO EL RESPETO DE LA SALUD Y LA VIDA DE LOS TRABAJADORES

LIMITACION INMEDIATA DE LOS VUELOS-SÓLO VUELOS DE EMERGENCIA

NACIONALIZACIÓN DE COMPAÑÍAS DE BANDERA Y AEROPUERTOS

LA CRISIS LA DEBEN PAGAR LOS PATRONES Y EL GOBIERNO

NINGÚN PUESTO DE TRABAJO PERDIDO

GARANTIZADOS LOS SALARIOS AL 100% DURANTE LA EMERGENCIA


SETOR AÉREO INTERNACIONAL: ALÉM DO COVID-19 O VERDADEIRO VÍRUS É O CAPITALISMO!

Como trabalhadores e ativistas sindicais do setor aéreo e aeroportuário, queremos antes de tudo enviar o nosso apoio e solidariedade internacionalista a todas as nossas colegas e nossos colegas que, apesar da emergência do coronavírus (Covid-19), são forçados a continuar trabalhando, muito mais e com a falta ou inadequação de dispositivos de segurança, colocando em risco a própria saúde e dos seus familiares, ao mesmo tempo, enviamos a nossa solidariedade a todas e todos, sobretudo os precarizados que, em razão desta crise, estão perdendo os postos de trabalho, sem salário.

Não é o mercado que pode decidir!

Somos, absolutamente, conscientes desta forte crise que está vivendo o setor aéreo e aeroportuário, em razão da emergência sanitária (Covid-19), em que as companhias aéreas estão sendo forçadas (somente em plena crise) a cortar o operativo em até 95%. Desde o início da emergência, que teve seu primeiro surto na região de Wuhan na China, há redução de atividades, dispositivos de segurança (máscaras e luvas), até a reinvindicação pelo fechamento dos aeroportos ao tráfego comercial.  Estivemos e continuamos a não sermos ouvidos, se hoje, tem uma forte diminuição do tráfego aéreo, é devido somente a demanda reduzida do mercado (venda de passagens) e não a uma política de bloqueio dos vôos comerciais para frear a difusão do vírus (Covid-19).

Não se pode continuar trabalhando!

Em pleno respeito aos trabalhadores da saúde, como trabalhadores do setor aéreo-aeroportuário nos encontramos, desde o começo, trabalhando sem nenhuma proteção, em alguns casos com a proibição total do uso de máscara e luvas enquanto continuamos a ter contato direto com milhares de passageiros dentro dos aeroportos e dos aviões. Tudo isto é irresponsabilidade e é inaceitável, não serão novas disposições de leis, de vários governos, sobre o tema da saúde e da segurança, que grantirá a proteção da saúde dos trabalhadores e passageiros: somente um real bloqueio do tráfego comercial poderá garantir a proteção da saúde todos, assegurando somente os vôos de emergência (transporte alimentar, medicamentos, doentes, etc) e vôos para garantir o reagrupamento familiar e para retornar aos seus próprios países.

Os trabalhadores não devem pagar pela crise

Claramente,  a suspensão momentânea do tráfego aéreo, pela duração máxima da emergência sanitária, não deve ser paga pelas trabalhadoras e os trabalhadores do setor aéreo-aeroportuário, como também não deve ser paga pelos colegas do setor de suprimentos ( refeitório, limpeza, lojas, bares, etc), esta crise terá que ser paga por quem, há decadas, lucra com um setor em constante crescimento, que gera bilhões de euros em receitas todos os anos, dos quais apenas uma pequena parte chega aos trabalhadores. A crise deve ser paga pelos patrões e governos, que devem garantir estabilidade e salários plenos a todos os trabalhadores do setor, seja neste momento de plena crise, seja no momento em que se deverá decolar novamente.

O setor aéreo-aeroportuário é essencial: nacionaliação das companhias nacionais e dos aeroportos!

Esta crise colocou em evidência a importância, de cada país, em deter o controle de um setor essencial como o aéreo-aeroportuário, um setor que pode resistir a tantos fatores externos, como é o exemplo da crise do coronavírus, mas isso não pode ser controlado por interesses privados e aproveitadores que, na primeira dificuldade, demitem os trabalhadores e deixam milhares de passageiros em terra. Desde sempre, reivindicamos a nacionalização das principais companhias nacionais, como também a nacionalização dos aeroportos, considerados como os verdadeiros bens comuns, de modo que possamos ser postos ao serviço da coletividade, no respeito aos trabalhadores, como também do ambiente e do clima, essencial para a vida inteira do planeta.

ANTES DE TUDO O RESPEITO À SAÚDE E A VIDA DOS TRABALHADORES

LIMITAÇÃO IMEDIATA DOS VÔOS- SOMENTE VÔOS EMERGENCIAIS

NACIONALIZAÇÃO DAS COMPANHIAS DE BANDEIRA E DOS AEROPORTOS

A CRISE DEVE SER PAGA POR PATRÕES E GOVERNOS

NENHUM POSTO DE TRABALHO A MENOS

SALÁRIO 100% GARANTIDOS DURANTE TODA A EMERGÊNCIA


SECTEUR AERIEN INTERNATIONAL APRES LE COVID-19 OU LE VRAIS VIRUS OU LE CAPITALISME.

En tant que travailleurs et militants syndicalistes du secteur aérien et aéroportuaires nous voulons avant tout envoyer notre soutien et notre solidarité internationaliste à tous nos collègues qui malgré l’émergence du coronavirus (COVID-19) sont contraints de continuer de travailler beaucoup plus en l’absence ou l’insuffisance de dispositifs de sécurité, mettant en danger leur propre santé et celle de leurs  familles, en même temps nous envoyons notre solidarité a tous et toutes, particulièrement aux personnes  précaires qui en raison de cette crise, perdent leur emploi sans salaire .

Ce n’est pas le marché qui peut décider !

Nous sommes absolument conscients de cette grave crise que le secteur aérien et aéroportuaire traverse, en raison de l’urgence sanitaire (COVID-19) dans laquelle les compagnies aériennes sont obligées (seulement à la moitié de la crise) de réduire l’opération jusqu’à 9%. Depuis le début de l’urgence qui a connu sa première flambée dans la région de WUHAN en chine, la y a eu une diminution des activités.

Il ya d’abord eu une demande pour obtenir des dispositifs de sécurité (masques et gants), jusqu’à la demande de fermeture des aéroports au trafic commercial. Avant nous n’étions pas entendus et nous ne sommes toujours pas entendus : si aujourd’hui, il y a une forte baisse du trafic aérien, c’est uniquement à cause de la baisse de la demande du marché (ventes de billets) et non suite à une politique de blocage des vols commerciaux pour stopper la propagation du virus (COVID-19).

Vous ne pouvez pas continuer à travailler!

Dans le grand respect des agents de la sante, en tant que travailleurs du secteur aérien et aéroportuaire, nous travaillons sans aucune protection depuis le début, dans certains cas avec une interdiction totale de l’utilisation d’un masque et de gants pendant que nous continuons à être en contact direct avec des milliers de passagers à l’intérieur des aéroports et des avions. Tout cela est irresponsable et inacceptable.  Il y va y avoir de nouvelles dispositions législatives, de divers gouvernements, en matière de santé et de la sécurité, qui accorderont la protection de la santé des travailleurs et des passagers : seul un véritable blocage du trafic commercial peut garantir la protection et la sante de tous, en assurant uniquement des vols d’urgence (transport alimentaire, médicaments, malades, etc.) et des vols pour assurer le regroupement familial et retourner dans son propre pays.

Les travailleurs ne doivent pas payer pour la crise

De toute évidence la suspension momentanée du trafic aérien pour la durée maximale de l’urgence sanitaire ne doit pas être payée par les travailleurs et les travailleuses du secteur aérien ni par des collègues du secteur de l’approvisionnement (cafeteria, nettoyage, magasins, bars ,etc. .). Cette crise doit être payée par  ceux qui, depuis des décennies, bénéficient d’un secteur en croissance constante qui génère chaque année des milliards d’euros de revenus dont une petite partie seulement atteint les travailleurs. La crise doit être payée par les patrons et les gouvernements qui doivent garantir la stabilité et la pleine rémunération de tous les travailleurs du secteur, en cette période de crise totale, et au moment où nous serons prêts à redécoller.

Le secteur aérien est essentiel: nationalisation des entreprises nationales et des aéroports!

Cette crise a mis en évidence l’importance dans chaque pays de garder le contrôle sur un secteur essentiel comme l’aérien, un secteur qui peut résister a tant de facteurs externes comme la crise des coronavirus. Mais cela ne peut être contrôlé par des intérêts privés et des profiteurs qui à la première difficulté licencient des travailleurs et laissent des milliers de passagers au sol. Nous avons toujours exigé la nationalisation des principales compagnies nationales ainsi que la nationalisation des aéroports, considérés comme les véritables biens communs. Afin que nous puissions être mis au service de la communauté dans le respect des travailleurs ainsi que de l’environnement et du climat essentiels pour toute la vie de la planète.

AVANT TOUT RESPECT DE LA SANTE ET DE LA VIE DES TRAVAILLEURS

LIMITATION IMMEDIATE DES VOLS, POUR DES VOLS D’URGENCE UNIQUEMENT

NATIONALISATION DES ENTREPRISES ET DES AEROPORTS

LA CRISE DOIT ETRE PAYEE PAR LES PATRONS ET LE GOUVERNEMENT

NON AUX SUPPRESSIONS D’EMPLOIS

TOUT POSTE DE TRAVAIL SALAIRE GARANTI 100%


CUB TRASPORTI – AIRCREWCOMMITTEE (ITALY)

CGT IBERIA (SPAIN)

SUD AÉRIEN– SOLIDAIRES (FRANCE)

SOS HANDLING (PORTUGAL)

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