Internazionale

La fretta di Bolsonaro e dei governi degli Stati di finire la quarantena è una minaccia a migliaia di vite. A loro non importa niente.

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Comunicato tradotto della CSP-Conlutas

In Brasile il numero delle morti causati dal Covid-19 si sta raddoppiando ogni 5 giorni, secondo dati dell’istituto Fiocruz, il paese non è ancora arrivato al picco dei casi, affermano gli specialisti. Nonostante questi dati, Bolsonaro, il suo nuovo ministro della sanità e i governi degli Stati, vogliono finire il prima possibile con la politica dell’isolamento sociale.

Nella sua prima intervista, dopo essere stato annunciato come ministro della sanità mercoledì 22/04, Nelson Teich ha promesso un “piano di uscita” già nella prossima settimana, con orientamenti agli Stati per porre fine alle politiche di isolamento. Lui ha presentato dati imprecisi e dichiarazioni contradittorie, ha ripetuto la stessa logica di Bolsonaro che insiste dal primo giorno della pandemia che: “Il Paese non si può fermare”.

Ha promesso anche che si tornerebbe indietro, nel caso ci fosse qualche errore di calcolo. In altre parole, si tornerebbe indietro se magari aumentano troppo i numeri dei positivi, se il sistema sanitario entra in collasso e se esplodono i numeri di morti. Nelson Teich, aveva già dichiarato che davanti la mancanza di risorse, gli anziani devono morire per dare posto al trattamento di cura ai giovani, sarà disposto a pagare per vedere. Un assurdo!

L’ultimo dato ufficiale sulla pandemia in Brasile ci da 2.906 decessi e più di 45.757 casi positivi. Intanto è chiaro che i numeri sono sotto notificati. Inoltre, la enorme mancanza di posti letti nelle unità di trattamento intensivo, il collasso della rete sanitaria pubblica e le spaventose scene di tombe collettive scavate per seppellire i morti, è già una realtà in diversi Stati del paese. Il ministro preferisce non considerare questa situazione.

COLLASSO E RIAPERTURA NEGLI STATI

Sao Paulo ha il 73% dei letti occupati nelle unità di trattamento intensivo. Manaus è già in collasso e ha aperto centinaia di fosse comuni per seppellire i morti. Prima della pandemia morivano circa 30 persone al giorno, oggi questo numero va oltre i 100. Altri tre Stati in situazione critica sono: Rio de Janeiro, Cearà e Pernambuco.

Eppure, tutti i governatori parlano della fine della quarantena. Sotto pressioni dei settori economici borghesi, alcuni stati hanno già annunciato l’allentamento delle restrizioni alla circolazione delle persone, come negli Stati di Santa Catarina, Mato Grosso, Rondônia e Roraima.

A Sao Paolo, João Doria (partito-PSDB) ha annunciato mercoledì (22) che la prossima settimana, a partire dall’11 maggio, saranno annunciate le regole per la graduale uscita dell’isolamento sociale. Tuttavia, la città di São José dos Campos, anch’essa governata dal PSDB, la settimana scorsa ha addirittura pubblicato un decreto per liberare il commercio a partire dal 27 maggio, ma i tribunali hanno vietato il provvedimento.

RIAPERTURA PERICOLOSA

Il monitoraggio di Fiocruz, che rivela che il numero di casi in Brasile raddoppia ogni cinque giorni, mostra anche che negli Stati Uniti questo raddoppio avviene ogni sei giorni, e in Italia e Spagna ogni otto.

In un’intervista al giornale ‘Estadão’, l’epidemiologo Diego Xavier, ricercatore dell’Istituto di comunicazione e informazione sanitaria di Fiocruz, ha dichiarato: “La nostra situazione oggi è peggiore di quella in Italia, Spagna e Stati Uniti. Pertanto, il numero di morti raddoppia in un periodo di tempo più breve”.

La nota tecnica dell’istituto dimostra anche che l’epidemia sta rapidamente raggiungendo i comuni più piccoli del paese. Tra le città con più di 500.000 abitanti, tutte hanno già avuto casi di malattia.

Per l’epidemiologo, la decisione di sospendere l’isolamento sociale nei comuni che non hanno alcun caso registrato della malattia è estremamente avventata, soprattutto in un momento di maggiore velocità di diffusione della malattia. “Stanno prendendo una decisione molto rischiosa”, ha detto. Il ricercatore ha osservato che anche se non esiste una documentazione ufficiale, la malattia potrebbe già essere in circolazione.

In difesa della vita, quarantena generale ora!

La CSP-Conlutas sostiene che in difesa della vita è necessario decretare la quarantena generale fino a quando la pandemia non sarà, di fatto, controllata nel Paese.

“È dovere del governo di Bolsonaro e dei governi statali agire prima di tutto per difendere la vita. Pertanto, la quarantena generale è necessaria in tutto il paese”, dice Luiz Carlos Prates, capo della Segreteria dell’Esecutivo della CSP-Conlutas, Mancha.

“Per garantire questo, è dovere dei governi assicurare il sostegno alle famiglie e le condizioni per cui le piccole imprese e il commercio mantengono i posti di lavoro. Questo può essere fatto. Basta che il governo smetta di favorire i banchieri come sta facendo.  Basta che riprenda gli 1,2 trilioni di R$ regalati alle banche e i 40% del PIL che usa per pagare il debito pubblico illegale per destinandolo a garanzia del sostentamento dei lavoratori, dei più poveri, dei piccoli imprenditori e dei microimprenditori durante questo periodo”.

Traduzione a cura di Natàlia Tucunduva (Donne in Lotta)