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STORIA DI ALESSANDRO: OSI CHIEDERE SPIEGAZIONI? E IO TI LICENZIO.

2' di lettura

Riceviamo dal Comitato Romano Aec/Oepa

E’ quanto successo ad Alessandro, un lavoratore della cooperativa Eureka, proveniente dalla cooperativa Obiettivo Uomo nell’ambito dei cambi di gestione provocati dall’introduzione dell’accreditamento. Il collega è rimasto nella stessa scuola dove lavorava lo scorso anno e ha continuato a seguire gli stessi bambini che già conosceva.

Senonché, un giorno Alessandro si sente male e avverte la cooperativa che non può andare al lavoro. Essendo nuovo della cooperativa, il collega chiede come venga pagato il periodo di malattia e riceve la seguente risposta: “La cooperativa non paga nulla i primi tre giorni, dal quarto subentra il pagamento tramite INPS”. Ad un’ulteriore domanda, la cooperativa risponde che, anche in caso di malattia prolungata, per i primi tre giorni non paga nulla.

Alessandro è un po’ perplesso, anche perché, nella cooperativa dove lavorava in precedenza, la malattia veniva pagata sin dal primo giorno, come prevede il CCNL delle cooperative sociali. In realtà, nel periodo di prova questo non si verifica, ma, invece di questa semplice spiegazione, Alessandro riceve solo frasi, diciamo così, sgarbate. Nei giorni seguenti, si verificano alcuni comportamenti da parte della cooperativa che non promettono niente di buono, fino a quando il collega riceve una lettera in cui gli viene comunicato il “mancato superamento del periodo pattuito di prova”, per cui si ritrova senza lavoro. Inutili le rimostranze delle famiglie dei bambini, che si ritrovano da un giorno all’altro senza l’operatore che conoscevano dall’anno prima e con cui avevano un ottimo rapporto, come confermano – oltre alle famiglie dei bambini – gli insegnanti.

Questa storia la dice lunga su molti aspetti, il primo dei quali è la concezione schiavistica del rapporto di lavoro che esiste nel meraviglioso mondo delle cooperative sociali: ti permetti di chiedere chiarimenti? E io ti metto in mezzo ad una strada. Altro aspetto interessante è quello che riguarda le balle spaziali sparate da CGIL e CISL: era il 12 settembre scorso quando i relativi segretari, Giovanni Alfonsi e Massimiliano Morgante, comunicavano trionfalmente che “(…) abbiamo potuto garantire a quasi 4.000 lavoratrici e lavoratori non solo continuità lavorativa ed educativa, ma addirittura migliorare le loro condizioni economiche e contrattuali”, concludendo che “In questi giorni abbiamo letto di tutto, sono state dette tante inesattezze, sono stati prospettati scenari drammatici di perdita di posti di lavoro e di abbassamento dei livelli dei diritti del personale coinvolto (…)”.

Non sta andando esattamente come cinguettavano giubilanti i garruli Alfonsi e Morgante, non solo nel caso del collega dell’Eureka colpevole di aver chiesto una spiegazione, ma anche – per esempio – in quelli dei tanti colleghi e colleghe ai quali viene fatto firmare un contratto di 12 ore settimanali ma che poi si ritrovano a farne più del doppio, senza che le ore supplementari gli vengano retribuite con la maggiorazione del 27%, come prevedrebbe proprio quel contratto nazionale prodotto dalle organizzazioni sindacali di cui sono dirigenti. Per non parlare, poi, degli operatori che continuano ad essere inquadrati e retribuiti al livello C1 del contratto nazionale, anziché al D1, perché sono in servizio da anni ma non hanno il titolo di OEPA: lavoratori che svolgono esattamente le stesse mansioni degli altri ma vengono pagati di meno, altro grande successo dei sindacati confederali.

Al collega dell’Eureka non è stata garantita alcuna continuità lavorativa, a dei bambini è stata negata la continuità educativa e tantissimi lavoratori non hanno visto “addirittura migliorare le loro condizioni economiche e contrattuali”, anzi, le hanno viste peggiorare. E’ arrivato il momento di alzare la testa e di farsi sentire, perché tutte le belle parole che hanno accompagnato l’introduzione dell’accreditamento si sono rivelate niente altro che bufale.

VENERDI’ 25, PARTECIPIAMO TUTTE E TUTTI ALL’ASSEMBLEA SINDACALE DAVANTI LA COOPERATIVA EUREKA, ALLE 9.30 IN VIA BALDO DEGLI UBALDI N. 190, PERCHE’ SIAMO TUTTI ALESSANDRO E NON SIAMO PIU’ DISPOSTI A SUBIRE IN SILENZIO!