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CESSIONE HANDLING E MANUTENZIONE

2' di lettura

NESSUNA FIRMA IN NOSTRO NOME – APRIAMO LA DISCUSSIONE IN CATEGORIA

Riceviamo dal Comitato Tutti A Bordo e con sostegno pubblichiamo

Campagna contro la firma di qualsiasi accordo, senza una reale consultazione in categoria, relativamente alla cessione dei settori Handling e Manutenzione e al futuro di 3500 lavoratori e lavoratrici Alitalia in a.s.

Dopo 8 mesi dal decollo della nano compagnia, è ormai evidente a tutti l’obiettivo del piano Ita: portare a compimento lo smantellamento della compagnia di bandiera e conseguentemente abbandonare il controllo del comparto aereo a favore della diretta concorrenza.

Un progetto che, come Comitato Tutti A Bordo – No al piano Ita, abbiamo da subito combattuto, insieme a centinaia di lavoratori e lavoratrici in tutte le piazze di Roma e Fiumicino.

Un piano che è stato avallato dalle principali direzioni sindacali in varie forme, fino alla firma degli accordi del 2 dicembre, che hanno sancito migliaia di licenziamenti, tagli pesantissimi per i lavoratori ed assunzioni e avanzamenti di carriera per i soli sindacalisti e loro accoliti. Tutto ciò è avvenuto mediante trattative in cui i lavoratori, gli unici veri interessati, sono stati totalmente esclusi dal dibattito e dalla possibilità di esprimere la propria contrarietà verso un progetto fallimentare.

Un metodo da combattere, privo di qualsiasi forma di democrazia, che favorisce solo le aziende e la sopravvivenza di strutture sindacali mediante un clientelismo becero.

Ora ci troviamo nel pieno della vendita delle attività di Handling e Manutenzione, dove per i servizi aeroportuali dell’hub di Fiumicino sono in corso già trattative – con le selezionate organizzazioni sindacali – sulla base di una proposta della società Swissport, che vorrebbe lasciare a casa 1000 lavoratori senza precisare il perimetro a cui è interessata e quali settori potrebbero essere esclusi;  per gli stessi servizi di terra, negli scali di Milano, ad oggi non ci sono notizie da parte dei Commissari straordinari e non è dato sapere il destino degli addetti che oggi vi operano; per lo scalo di Reggio Calabria invece è subentrata un’altra società senza rispettare le clausole sociali lasciando a casa tutti gli ex lavoratori;  per la Manutenzione infine, si è in attesa di una proposta ufficiale da parte di Atitech, anche se sembrerebbero in corso trattative sotto traccia che prevedono ulteriori tagli.

Anche in questa fase i diretti interessati sono totalmente esclusi dal dibattito; tutta la discussione viene demandata a messaggini più o meno anonimi sui gruppi WhatsApp, nel tentativo di narcotizzare la categoria con rassicurazioni e false promesse. Tutto ciò va assolutamente e velocemente fermato, per evitare di lasciare nelle mani dei soliti carnefici il futuro dei lavoratori e delle lavoratrici dei settori di terra.

Chiediamo a gran voce a tutte le strutture sindacali e alle Rsa:

  • l’apertura di assemblee generali (l.300) in aeroporto, coinvolgendo anche i lavoratori e le lavoratrici aeroportuali e dell’indotto Alitalia / Ita (catering, pulizie, mensa, ecc.);
  • l’indizione di presidi e assemblee (l.300) durante tutti gli incontri con le società Swissport e Atitech, per permettere ai lavoratori e alle lavoratrici di costruire unitariamente le proprie piattaforme rivendicative;
  • l’indizione di un referendum a valle di qualsiasi accordo che riguardi la cessione dell’Handling e della Manutenzione.

Questo ennesimo gioco al massacro è il frutto dell’accettazione del piano Ita, compreso lo smantellamento della compagnia di bandiera e la societarizzazione delle attività di terra. Solo continuando la nostra battaglia contro questo progetto infame potremmo difendere realmente occupazione, salari e diritti.

Roma 13/06/2022                                                           

Comitato Tutti A Bordo – No al piano Ita