Articoli

ATTACCHERANNO ALL’ ALBA

1' di lettura

Questa è una storia di resistenza che dura da più di un anno. Una famiglia sotto sfratto perché ha perso il lavoro due anni fa e non ha trovato altro che lavoretti precari a nero, un nero che basta giusto giusto per pagare le utenze e un po’ di cibo.

All’ ultimo picchetto antisfratto il 17 dicembre scorso l’ ufficiale giudiziario è stato costretto a rimettere gli atti al giudice dichiarando l’ incidente di esecuzione a causa della numerosa presenza del movimento di lotta per la casa, ciò significa sfratto a sorpresa dove la data la conoscono tutti tranne la famiglia esecutata.

Noi quella data siamo riusciti a saperla comunque e ieri mattina alle 5 eravamo pronti a fronteggiare l’assalto, si l’assalto perché quando uno sfratto diventa coatto viene fatta un’ operazione di sgombero con tanta polizia, carabinieri, vigili urbani, medico legale del tribunale e tutta la paranza del caso.

Erano veramente tanti, hanno provato a forzare li abbiamo respinti non so come e abbiamo sprangato la porta. Continuavano a dirci che dovevamo uscire perché avevano l’ordine del giudice, abbiamo risposto che stavolta uscivamo morti perché non avevamo nessuna soluzione per la famiglia e niente era stato offerto.

Insomma un tira e molla che è durato fino alle 12. Probabilmente non volevano troppo rumore essendo la proprietà Montedomini praticamente il comune. L’ufficiale giudiziario ha preso atto di tutti i certificati sanitari della famiglia, una mamma operata di cancro, un bimbo di 2 anni poco più con un rene solo che rischia la trombosi al minimo urto e tanti altri problemi di salute distribuiti sul resto della famiglia e per la prima volta nella storia degli sfratti ha rimesso ancora gli atti al giudice. La lotta paga e quando paga così che soddisfazione, ci siamo sentiti tutti dei Davide contro Golia. Grazie a tutti i compagni dal grande cuore.

Miti e quieti come sempre


Movimento di lotta per la casa di Firenze