23/24 FEBBRAIO – 8 MARZO: UNIAMO LE LOTTE CONTRO OPPRESSIONE E SFRUTTAMENTO

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Il Fronte di Lotta No Austerity e le Donne in Lotta sostengono e rilanciano gli appelli delle organizzazioni e dei movimenti palestinesi in Italia e di Non una di meno per le giornate di lotta e sciopero del 23/24 febbraio e 8 marzo, nel tentativo di unire questi due grandi movimenti di lotta con la classe lavoratrice.

I Giovani palestinesi italiani, il Movimento studenti palestinesi e l’Unione Democratica Arabo-Palestinese hanno inviato un appello alle organizzazioni sindacali, ai lavoratori e alle lavoratrici, ai disoccupati e alle disoccupate per indire uno sciopero nazionale il 23 febbraio, promuovendo una manifestazione nazionale il 24 febbraio a Milano. L’obiettivo è sostenere la Resistenza palestinese, per mettere fine al genicidio in corso in Palestina, per bloccare la macchina bellica del governo italiano attraverso lo strumento dello sciopero. Non una di meno, per l’ottavo anno consecutivo, invita le organizzazioni sindacali e i movimenti a costruire una giornata di sciopero in occasione dell’8 marzo.

Il Fronte di Lotta No Austerity e le Donne in Lotta sostengono questi due appelli a scioperare: la causa palestinese e la lotta contro le discriminazioni di genere devono diventare parte delle nostre rivendicazioni di classe. Attraverso i nostri attivisti e le nostre attiviste presenti nei vari sindacati, movimenti e comitati di lotta, ci attiveremo affinché gli scioperi del 23 febbraio e 8 marzo vengano indetti e costruiti all’interno dei luoghi di lavoro. Occorre liberarsi da opportunismo, autoreferenzialità e settarismo che troppe volte hanno posto in contrapposizione, per volontà delle direzioni sindacali, lavoratori e lavoratrici appartenenti a diversi sindacati.

Senza dubbio le mobilitazioni di questi ultimi mesi, a sostegno della causa palestinese e contro le discriminazioni e la violenza di genere, hanno visto una grande partecipazione di lavoratori e lavoratrici, soprattutto tra le giovani generazioni. Basta pensare alle numerosissime manifestazioni – praticamente ogni fine settimana – contro il genocidio dello Stato sionista e razzista di Israele ai danni del popolo palestinese, con migliaia di partecipanti nelle varie città italiane. Imponente, inoltre, è stata la manifestazione del 25 novembre a Roma, con centinaia di migliaia di partecipanti alla manifestazione durante la giornata contro la violenza di genere, con numeri in piazza che non si vedevano da molti anni.

Questi due movimenti stanno lottando contro varie forme di oppressione: l’oppressione nazionale imposta dal colonialismo sionista contro il popolo palestinese, che sta subendo varie fasi della Nakba da più di 75 anni con in corso un vero e proprio genocidio; l’oppressione razzista che sta soffrendo il popolo palestinese da parte dello Stato d’Israele attraverso decine di legge razziste e razziali; oppressione razzista che subiscono quotidianamente anche gli immigrati qui in Italia a causa di leggi razziste approvate da governi di “sinistra” e destra; l’oppressione di genere, il maschilismo, l’omobitransfobia, che subiscono milioni di donne e la comunità lgbt+, con centinaia di femminicidi ogni anno in Italia (senza contare che più di 10 mila donne palestinesi e altrettanti bambini sono stati ammazzati dopo il 7 ottobre, inoltre continuano a essere migliaia i bambini orfani con un media di 2 madri uccise ogni giorno dalle violenze di Israele).

Crediamo che questi due movimenti di lotta debbano unirsi fra di loro, che le date del 23/24 febbraio e l’8 marzo siano legate tra di loro da un filo rosso che li collega alla classe lavoratrice. Lo sciopero è uno strumento importantissimo: possiamo fermare la produzione e la distribuzione delle merci, i trasporti e, di conseguenza, i profitti dei capitalisti che usano queste oppressioni per dividere la nostra classe, contrapponendo uomini e donne, bianchi e neri, immigrati e nativi al solo fine di incrementare i propri profitti. Sono gli stessi capitalisti che, a livello internazionale, con il sostegno dei vari governi di ogni colore, stanno distruggendo il Pianeta attraverso una produzione e un inquinamento incontrollato, con guerre di conquista e distruzione, per accaparrarsi ricchezze sulla pelle di milioni di lavoratori e lavoratrici.       

VIVA LA RESISTENZA DEL POPOLO PALESTINESE!

METTIAMO FINE AL GENOCIDIO A GAZA!

SOSTENIAMO LO SCIOPERO DEL 23 FEBBRAIO!

LOTTA CONTRO OGNI FORMA DI OPPRESSIONE!