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Il Fronte di Lotta No Austerity sostiene la campagna internazionale per Ze Maria, condannato a due anni di carcere per un intervento contro Israele

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Martedì 28 aprile, la 4ª Sezione Penale Federale  del Brasile ha condannato Zé Maria, storico dirigente della Csp Conlutas del Brasile, a due anni di reclusione. La decisione è stata presa per un intervento in piazza di Zé María a difesa del popolo palestinese, in cui denunciava il genocidio e il regime colonialista imposto dall’entità sionista «Israele» sulla Palestina occupata (www.instagram.com/reel/CytiNNpOTnz/).

Il processo è stato promosso da entità sioniste, come la Conib (Confederazione Israeliana del Brasile) e la Fisesp (Federazione Israeliana dello Stato di San Paolo). Le stesse entità che, di fronte all’indebolimento politico subito da «Israele» dopo un genocidio che ha già causato più di 67.000 vittime a Gaza, per lo più donne e bambini, hanno scatenato una campagna di persecuzione e assedio giudiziario contro giornalisti e personaggi pubblici che si sono opposti a questo massacro.

Condividiamo le parole di Zé María: tale decisione «non ha alcun fondamento, né storico, né politico, né giuridico». La decisione parte da una distorsione sostenuta da organizzazioni sioniste che equiparano «sionismo» a «ebraismo». «Il sionismo non ha nulla a che vedere con la religione o con un gruppo etnico, è un’ideologia di estrema destra che non rappresenta il popolo ebraico». «Dire che “Israele” deve finire non ha nulla a che vedere con un discorso contro il popolo ebraico, è come dire che lo Stato dell’apartheid del Sudafrica doveva finire: questo non significa invocare la morte dei bianchi sudafricani, ma la difesa della fine di uno Stato di segregazione razziale», ha argomentato. Non esiste, tra l’altro, alcuna legge nel Paese che dia fondamento giuridico a una decisione del genere, dato che Zé María ha semplicemente espresso la sua opinione contro un massacro condannato in massa in tutto il mondo.

Secondo Zé María, «l’argomento utilizzato da queste entità sioniste nasce dalla disperazione di cercare di difendere l’indifendibile, poiché il mondo intero sta assistendo al genocidio del popolo palestinese perpetrato da quello Stato razzista, colonialista e genocida che è Israele». «Continueremo la nostra lotta in difesa del popolo palestinese, contro il genocidio e per la fine dello Stato sionista, razzista e colonialista di Israele, per una Palestina laica, democratica e non razzista, dove tutti i popoli, ebrei, arabi e di ogni etnia possano convivere pacificamente», afferma Zé Maria. «Palestina libera, dal fiume al mare», ribadisce.