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Call Center Abramo: diamo la parola ai lavoratori!

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Riceviamo e pubblichiamo con piacere la nota giunta dai lavoratori del call center Abramo di Cosenza, a firma Lavoratori in lotta Abramo Cosenza.

Ci ritroviamo qui a scrivere questo testo unico per inviare un segnale chiaro e forte, specificando e sottolineando che ci siamo stancati della situazione che stiamo vivendo in azienda da diverso tempo.

Ci piace puntualizzare che non è un comunicato sindacale, essendo alcuni di noi lavoratori in lotta desindacalizzati, ma un manifesto di orgoglio personale e sociale di chi ogni giorno da oltre dieci anni presta il suo servizio con piena professionalità ed i risultati portati possono testimoniarlo.

Ormai ci troviamo nell’occhio del ciclone da qualche giorno per il concordato preventivo depositato da Abramo SPA presso il tribunale di Roma in data 30/10/2020.

Pian piano, nonostante i sindacati confederali ed il “padrone” stesso stiano somministrando verità a pillole e mai inquadrando bene gli scenari futuri, i nodi stanno venendo al pettine dimostrando la volontà di Abramo di sanare soltanto i propri debiti con i creditori e non con noi Dipendenti che siamo costretti a rimanere nell’incertezza di non percepire ne lo stipendio di Ottobre e né tantomeno quello di Novembre per intero o chissà in quale percentuale (perché la ulteriore beffa somministrata dai dirigenti aziendali è “vi pagheremo novembre ma non sappiamo ne quando e ne in che percentuale”) e dovremmo continuare a abbassare il capo e produrre?

Questo è quello che fino ad oggi abbiamo fatto, chi più e chi meno, sentendoci indispensabili a poter aiutare il nostro datore di lavoro a sbarcare il lunario.

Ma stavolta la misura è colma, i raggiri sono stati svelati e le conseguenze sul futuro che ci aspetta dopo il concordato preventivo, sono sotto gli occhi di tutti! Poi che i dirigenti pensino di essere più furbi di noi ci può anche stare, ma che si pensi che non siamo nemmeno in grado di comprendere ciò che leggiamo è inammissibile e offensivo per la nostra intelligenza.

Ma per spiegarci meglio va fatto un piccolo excursus dell’ultimo anno vissuto da noi lavoratori che produciamo e siamo il vero motore dell’azienda, composto da scelte unilaterali di Abramo fra cui ne elenchiamo alcune:

– Spostamento data valute degli stipendi, in principio scaricando responsabilità sui tempi tecnici dei bonifici, fino a uno slittamento definitivo di ben 10 giorni dalla data solita di incasso delle spettanze dovute, in barba alle finanziarie, mutui e spese vive di ognuno di noi.

– Fenomeni di accanimento con provvedimenti disciplinari camuffati da esigenze lavorative, un esempio pratico è stata l’applicazione dell’ammortizzatore FIS (fondo integrativo salariale) durante l’emergenza Covid come mezzo di ritorsione per chi fa parte dei team di cui i risultati non soddisfano il “babbo sciacallo”.

– Assenza di qualsiasi interfaccia Azienda→Dipendente se non tramite comunicati poco chiari sui nostri sistemi interni e balbuzie istituzionale sfoggiata addirittura da assemblee dei sindacati confederali in cui è stato richiesto, per conto dell’azienda, a noi operatori di essere più produttivi.

– Acquisizione di nuovi stagisti in azienda nonostante alcuni di noi lavoratori a tempo indeterminato abbiano subito giornate se non settimane di ammortizzatore sociale FIS, approfittando quindi di colleghi pagati in gran parte dalla Regione e solo qualche spiccio da Abramo!

E purtroppo ce ne sarebbe da scrivere un opuscolo intero, ad esser pignoli un libro, riguardo tutto ciò che ci è stato scagliato addosso dagli aguzzini -una volta paganti- nonostante la nostra condotta impeccabile, sfido chiunque infatti a fornire dati di mala produttività o risultati deficitari delle varie commesse presenti in azienda.

Stiamo parlando di committenti, alcuni divenuti partner storici vista la professionalità mostrata, condivisi con altri outsourcer o unicamente gestiti da noi. Ne è un esempio l’assistenza telefonica Ho. Mobile che è totalmente in seno al sito di Montalto e da quando è stata lanciata sul mercato si è conquistata -dati di AltroConsumo alla mano- il primo posto nel gradimento del cliente finale, che per fortuna parla con ognuno di noi e non con i nostri millantatori Dirigenti.

Siamo stanchi, sentimento diffuso fra quasi tutti i dipendenti, di essere trattati da zerbini con richieste assurde di iperprodurre nonostante il portafogli a gonfiarsi ormai sia solo quello di Abramo S.P.A. Considerato che si apprestano a dichiarare fallimento ufficialmente o a sanare con un forfettario sia i nostri stipendi di ottobre che i debiti contratti con i committenti, siamo stanchi della sudditanza psicologica secondo cui si vuole farci credere di dover ringraziare addirittura che riusciamo a lavorare, non siamo noi a dover ringraziare ma bensì chi stiamo arricchendo da oltre un decennio.

Diciamo basta alle prese in giro, al piattino portato a tavola solo a pietanza già cotta e masticata, alle decisioni che non interpellano noi linfa vitale dell’organismo capitalistico Abramo S.P.A. , non staremo più a guardare mentre il futuro nostro e dei nostri figli sta diventando un campo arso e privo di frutti nonostante potrebbe essere ben florido sia per il datore di lavoro che per chi coltiva ogni giorno i singoli frutti.

Lavoratori in lotta Abramo Cosenza