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Tutti in piazza contro le leggi sicurezza varate dal governo lega-M5s e utilizzate dal governo Pd-Leu-M5s

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I DECRETI SALVINI CANCELLANO IL DIRITTO DI SCIOPERO E DI DISSENSO!

Il Fronte di Lotta No Austerity unisce attivisti sindacali, politici, di movimento, uomini e donne, che spesso hanno partecipato ad azioni di lotta e di resistenza o, semplicemente, sono scesi in piazza per far sentire la propria voce e, partecipando alla manifestazione del 9 novembre, vogliono unirsi a tutti coloro che si stanno battendo per l’abolizione dei “Decreti Salvini”

Vogliamo evidenziare da subito che questi decreti denominati Salvini, sono stati votati sia in CdM come nel parlamento a maggioranza, in cui i voti dei vari Ministri e parlamentari del M5S sono stati fondamentali per la loro approvazione, gli stessi che oggi non vogliono apportare modifiche.

Di queste leggi sono stati giustamente sottolineati gli aspetti razzisti e xenofobi. Si tratta di misure che hanno come scopo solo quello di creare un falso nemico, un capro espiatorio, su cui convogliare il malessere sociale, anche con lo scopo di contrapporre tra di loro lavoratori immigrati e nativi.

Ma nei “Decreti Salvini” sono presenti alcune misure di cui si è parlato meno ma che sono altrettanto gravi e che intendiamo denunciare. Sono misure che mettono gravemente in discussione il diritto di dissenso, di azione sindacale e di manifestazione di tutte e di tutti e che sono state ulteriormente aggravate con l’approvazione del cosiddetto “Decreto Bis”.

Tra le principali misure evidenziamo l’innalzamento della pena detentiva (fino a quattro anni) per chi “invade” terreni o edifici di proprietà altrui e sarebbero soprattutto gli immigrati i più colpiti: potrebbero vedersi revocare il proprio permesso di soggiorno se condannati.

Si tratta della criminalizzazione di azioni di protesta che spesso vengono messe in atto quando si organizzano iniziative volte ad ottenere il riconoscimento dei propri diritti, come l’occupazione temporanea di una fabbrica da parte degli operai, l’occupazione delle scuole durante le mobilitazioni studentesche, l’invasione pacifica di terreni agricoli o parcheggi privati da parte di lavoratori e lavoratrici. Senza contare che l’inasprimento delle pene sta colpendo anche centri sociali, associazioni no profit e le occupazioni di case sfitte da parte di tante persone sfrattate.

È stato reintrodotto il reato di blocco stradale: il “deporre o abbandonare oggetti qualsiasi in una strada ordinaria” così come “l’ostruire o ingombrare” una strada (oltre che una ferrovia) in qualunque modo può comportare la reclusione fino a 6 anni (le pene sono raddoppiate se l’atto è compiuto da più persone o se ci sono atti di violenza).

Questo significa che tutte le azioni di blocco stradale e i picchetti davanti alle fabbriche, che si organizzano in occasione di scioperi o manifestazioni spontanee di lavoratori e studenti, potranno essere sanzionate con multe ancora più salate e, in alcuni casi, persino con la reclusione.

Va assolutamente ricordato che il primo decreto Salvini ha abolito il permesso di soggiorno umanitario che permetteva ai migranti un minimo di diritti, ed ora con la sua abolizione migliaia di loro sono diventati all’improvviso clandestini con la perdita della più basilare assistenza sociale, tra l’altro questa misura ha creato la dismissione di decine di centri di accoglienza e di integrazione con il conseguente licenziamento di migliaia di lavoratrici e lavoratori del settore.

Infine così facendo i lavoratori e i disoccupati immigrati saranno ancora di più ricattati avendo come unico strumento di “regolarità” il permesso di soggiorno (il cui rilascio diventa sempre più costoso) collegato ad un contratto di lavoro con il sempre più concreto rischio di cadere vittime di sottostrutture criminali che vendono a caro prezzo contratti di lavoro.

Viene esteso il “Daspo urbano” da subito assorbito dalla sindaca Raggi nel nuovo regolamento della polizia urbana di Roma Capitale (strumento col quale il sindaco può a sua discrezione, anche solo per tutelare il decoro urbano, decidere l’allontanamento forzato da luoghi della città, inclusi locali pubblici, fiere, mercati e presidi sanitari!) e introdotto il Taser come dotazione alle forze di polizia (la pistola che produce pericolose scariche elettriche) che può essere usato in qualsiasi occasione da tutti gli agenti, inclusa la polizia locale.

Queste misure sono state ulteriormente aggravate attraverso il “Decreto Salvini Bis” che prevede, tra le altre cose: pene e sanzioni severe per chi soccorre i naufraghi in mare; reclusione fino a 5 anni per chi danneggia cose altrui durante una manifestazione (ad esempio in occasione di scioperi); reclusione fino a 4 anni per chi usa improprio di fumogeni o petardi durante una manifestazione!

Inoltre ritroviamo un ulteriormente giro di vite per quanto riguarda il daspo per le manifestazioni sportive, utilizzato per reprimere la violenza negli stadi ed ora introdotto nella repressione del crescente conflitto sociale in modalità daspo urbano.

Tutto ciò avviene in un Paese in cui il diritto di sciopero, di azione sindacale e di manifestazione subisce già pesanti restrizioni – pensiamo alle leggi antisciopero nel pubblico impiego e nei cosiddetti servizi essenziali (L. 146/90) o alle forti limitazioni al diritto di rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro (Testo Unico sulla Rappresentanza) – crediamo che queste ulteriori attacchi al diritto di dissenso siano inaccettabili.

Per questo abbiamo deciso di partecipare alla manifestazione del 9.11.19 a Roma, rilanciando anche la nostra campagna contro i decreti sicurezza (1), al fine di difendere il legittimo diritto di sciopero, di azione sindacale, di manifestazione e di dissenso chiedendone l’abolizione.

Rilanciamo infine un appello a tutte le organizzazioni sindacali, ai movimenti di lotta, ai collettivi studenteschi, antisfratto, a difesa dell’ambiente, a continuare ad organizzare comitati contro i decreti sicurezza in tutta Italia, utili a coordinare iniziative unitarie territoriali e nazionali, come la manifestazione del 9 novembre, per chiedere il ritiro di queste misure razziste e repressive. Non è assolutamente nei piani del nuovo governo Pd/Leu /5 Stelle abolire queste leggi infami; non sono altro che la parte finale di un susseguirsi di norme liberticide approvate negli ultimi 30 anni da governi di ogni colore, spesso anche con l’avvallo delle grandi burocrazie sindacali

  1. http://www.frontedilottanoausterity.org/19/notizie-in-evidenza/campagna-per-labolizione-del-decreto-salvini-bis-fronte-di-lotta-no-austerity/

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