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SOSTENIAMO LA LOTTA DEI LAVORATORI WHIRLPOOL A DIFESA DELL’OCCUPAZIONE E CONTRO I PIANI DI DISMISSIONE

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(Non saranno le false promesse dei ministri a 5 stelle e la condiscendenza delle burocrazie sindacali a fermare la dura lotta delle lavoratrici e dei lavoratori Whirlpool)

È di mercoledì 29 gennaio l’ultimo incontro avvenuto al ministero dello sviluppo economico tra il ministro a 5 stelle Patuanelli, l’amministratore delegato della Whirlpool e i massimi esponenti sindacali dei metalmeccanici di Cgil – Cisl – Uil. Sotto, ad attendere notizie, era presente un nutrito e combattivo presidio dei lavoratori dello stabilimento napoletano che, dopo aver ricevuto la notizia del ritiro degli investimenti previsti per il loro stabilimento, e il conseguente annuncio della sua chiusura il prossimo 31 ottobre, ha animato una dura protesta contro le direzioni sindacali.

Al gridodi «Venduti! Avete dormito! Vergogna!» è avvenuto un vero e proprio assalto, da parte dei lavoratori, ai dirigenti sindacali che avevano portato le notizie al presidio, vendendo come un passo avanti nella trattativa, il fatto che venisse rimandata di qualche mese la chiusura dello stabilimento napoletano; solo l’intervento della polizia ha evitato il peggio per i burocrati, fuggiti dalla rabbia e dagli insulti dei lavoratori.

Riscontriamo molto importanti alcune rivendicazioni espresse dai lavoratori durante il presidio: richiedevano a gran voce uno sciopero ad oltranza coinvolgendo anche le altre sedi produttive del territorio nazionale [Pero, Cassinetta Biandronno (VA), Siena, Melano, Fabriano, Comunanza (AP), Carinaro (CE), Napoli]. 

Come molti altri operai e lavoratori di aziende considerate in “crisi”, anche i colleghi della Whirlpool sono caduti nella trappola delle false promesse a 5 stelle che, attraverso il suo massimo rappresentante Di Maio, avevano raccolto milioni di voti in tutta Italia promettendo salvataggi e rilanci mai avvenuti. Potremmo parlare di Alitalia, Ilva, Mercatone Uno, le maestre diplomate magistrali, Piaggio Aerospazio, Bombardier, Pernigotti, ecc., tutte vertenze direzionate verso un fallimento dal punto di vista industriale ma soprattutto occupazionale con il totale consenso delle direzioni sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl.

Come Fronte di Lotta No Austerity esprimiamo totale sostegno alla lotta delle lavoratrici e dei lavoratori Whirlpool, e rilanciamo le loro parole d’ordine in merito allo sciopero ad oltranza di tutto il gruppo, coinvolgendo tutte le sedi nazionali. Rivendicazioni in parte accolte dalle direzioni sindacali a seguito dell’assalto da parte della base: sarà previsto un pacchetto di 16 ore di sciopero nelle prossime settimane per ogni sede produttiva, di cui 8 da utilizzare in previsione di una manifestazione nazionale sotto la sede amministrativa della Whirlpool a Pero.

Infine, conoscendo la storia combattiva che ha contraddistinto le lotte degli operai Whirlpool (prima Ignis) negli ultimi decenni, dalle occupazioni delle fabbriche negli anni ’70, ai recenti blocchi stradali, invitiamo i lavoratori a diffidare delle false promesse su possibili “nuove soluzioni”, che propongono esuberi come sacrifici “necessari”. Riteniamo fondamentale che tutte le vertenze in corso si uniscano, con azioni di sciopero e di lotta coordinate, di modo da dimostrare ai capitalisti e ai governi loro amici che i lavoratori e le lavoratrici non accetteranno soluzioni al ribasso che produrranno ancora ricchezze per pochi speculatori a discapito di intere comunità; questo potrà avvenire solo attraverso la rivendicazione, per la Whirlpool come per tutte le altre aziende in “crisi” , della nazionalizzazione tramite esproprio, senza indennizzo e sotto il controllo operaio, mediante la costruzione di organismi di autogestione dei lavoratori che siano alla guida dei processi industriali e territoriali.

Leggi il nostro documento sulle nazionalizzazioni

Il Fronte di Lotta No Austerity è un coordinamento nazionale di attivisti sindacali e movimenti sociali che si pone come obbiettivo unire le lotte contro il capitalismo, attraverso il coinvolgimento della base, superando gli ostacoli imposti da burocrazie, settarismo e opportunismo sindacale.

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