APPELLOPER UN 1° MAGGIO UNITARIOCONTRO LA GUERRA, CONTRO IL RIARMOCONTRO LA SVOLTA AUTORITARIA!
Riceviamo e pubblichiamo l’appello per un Primo Maggio unitario ricevuto dalle lavoratrici e dai lavoratori autoconvocati
Si avvicina la giornata che ha le più profonde radici storiche per il movimento operaio: il 1° Maggio. Questa giornata di lotta si fonda sulla prima e più antica parola d’ordine della classe operaia: l’unità internazionale dei lavoratori di tutti i paesi.
Contro la guerra, contro il riarmo, contro la svolta autoritaria
CHIEDIAMO CHE IL 1° MAGGIO I SINDACATI ORGANIZZINO CORTEI UNITARI
Da ormai molti anni le manifestazioni del 1° maggio vedono moltiplicarsi appuntamenti contemporanei in piazze diverse. Dopo gli scioperi separati contro la legge di Bilancio ed il vuoto di mobilitazione dei mesi successivi, è necessario rilanciare l’iniziativa unitaria dei lavoratori e l’opposizione sociale contro la guerra e le politiche neoliberiste sviluppate dal governo Meloni sulla scia di quelli che l’hanno preceduto, ossia contro lavoratori e lavoratrici.
Lottiamo insieme
•Per dire No ai piani di riarmo e ad ogni intervento militare!
•Per forti aumenti dei salari, delle pensioni e della spesa sociale!
•Contro la precarietà del lavoro e per il salario minimo legale!
•Per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario!
•Per dire NO all’austerità e SI alla tassazione delle grandi ricchezze!
•Per il diritto di cittadinanza ai/alle migranti e la chiusura dei CPR!
Da Gaza alla Cisgiordania, dall’Ucraina all’Iran, il capitalismo globale, sulle orme di Trump, sta marciando verso una nuova guerra mondiale. I governi d’Europa e dell’Italia seguono un “doppio standard” rispetto alla spesa pubblica: da tagliare senza limiti se si tratta di qualcosa di utile ai lavoratori e alle lavoratrici, da aumentare senza limiti se serve all’industria delle armi, dopo che per decenni sono stati imposti sacrifici, e pesanti tagli alla spesa sociale e alle pensioni in nome del contenimento del debito pubblico. Tutto ciò mentre il diritto di sciopero viene pesantemente limitato dalle leggi antisciopero (146/1990 e 83/2000), come denunciato di recente anche dalla CEDS (Comitato europeo dei Diritti Sociali), contro le quali dobbiamo lottare.
Questo quadro non è ineluttabile, come hanno già ribadito milioni di lavoratori e lavoratrici, in un movimento di massa che non si vedeva in Italia da decenni, contro la guerra e contro il genocidio a Gaza.
In quelle manifestazioni i sindacati di base e la CGIL, sulla spinta del movimento, hanno superato le divisioni e hanno agito uniti, potenziando e rafforzando le mobilitazioni. Quell’unità si è poi persa già nell’affrontare la manovra di bilancio del governo, con due scioperi separati: sindacati di base da una parte (28 novembre), CGIL dall’altra (12 dicembre), mentre i vertici di CISL, UIL e sindacati autonomi, nonostante la contrarietà di una parte dei loro iscritti, non solo non sono scesi in piazza ma hanno, di fatto, accompagnato le politiche sociali ed economiche del governo.
Bisogna, invece, recuperare e rilanciare quella spinta formidabile: nulla sarebbe oggi più contrario al significato del Primo Maggio che organizzare iniziative sindacali ciascuno per sé.
Alla logica dell’oppressione e dello sfruttamento – di classe e di genere – vogliamo contrapporre quella della solidarietà e del rispetto della dignità umana.
È necessario compiere un passo avanti concreto e significativo verso l’unità d’azione dei lavoratori e delle lavoratrici, dei sindacati e dei movimenti che si oppongono alla guerra e al neoliberismo, costruendo convergenze con il movimento di liberazione delle donne e con le lotte dei precari e delle precarie, dei disoccupati e delle disoccupate, dei e delle migranti, degli studenti e delle studentesse, degli intellettuali.
Perciò LANCIAMO QUESTO APPELLO PER UN 1° MAGGIO DI UNITA’ E DI LOTTA, e chiediamo ai lavoratori e alle lavoratrici, aderenti e non aderenti al Sindacato, di firmarlo e diffonderlo!
LAVORATORI E LAVORATRICI AUTOCONVOCATE

