Gli interventi dei nostri attivisti all'assemblea del 28 novembre a Firenze organizzata dalla rivista Ancora in marcia




ASSEMBLEA DI FIRENZE DEL 25 NOVEMBRE 2017,
ORGANIZZATA DALLA RIVISTA  ANCORA IN MARCIA
 PER L’UNITA’ SINDACALE E LA DIFESA DEL DIRITTO DI SCIOPERO
 
gli interventi degli attivisti del fronte di lotta no austerity presenti
 
 
- Intervento di Pablo Bartoli (Flna Firenze)
 
Esprimiamo la nostra soddisfazione per questa iniziativa promossa dal compagno Gallori, che conosco sin da quando ero ragazzo e me ne parlava mio padre ferroviere e a cui rinnovo tutta la mia stima, anche se non abbiamo la stessa impostazione sul problema.
A noi non interessa unire le sigle sindacali. Noi abbiamo iniziati un percorso che sta crescendo, da molto tempo , sull'unità delle lotte, lo dico non per far vedere che siamo più bravi, ma per dire che siamo contenti di vedere che c’è una nuova consapevolezza nella parte sana del sindacalismo di base. La parte sana è in ogni settore quella che si pone dei dubbi.
Abbiamo impostato la battaglia contro il nemico principale dei lavoratori che si chiama capitalismo , ma anche contro altri nemici che si chiamano burocrazia e settarismo. Il capitalismo ha un postulato tecnico...cessa quando smette di crescere, se non cresce non è più capitalismo, e in questa fase storica dove è esso stesso in crisi , ci devasteranno la vita sempre di più perché non ne possono fare a meno. E' necessario rispondere unendo questa consapevolezza.
Noi da sempre lottiamo per unire le avanguardie combattive della classe operaia per arrivare ai lavoratori e unire le loro lotte; attualmente non c’è nessun sindacato di base immune da problemi di burocrazia e settarismo, con relativa mancanza di democrazia interna, Quindi, compagne e compagni dobbiamo dare la spinta necessaria a cambiarli o a sostituirli , perché esistono solo queste due alternative. Noi del fronte di lotta No Austerity siamo un gruppo composito di diverse sensibilità politiche e sindacali.
Qua dentro ci sono, allo stesso modo, diverse sensibilità sindacali.. E allora compagni, io non pretendo che entriate per forza nel fronte, perché se ancora non vi abbiamo convinto può darsi che ci siano temi da discutere e peraltro siamo sempre disponibili al confronto.… però è evidente che abbiamo per lo meno il dovere di unire le vertenze e collaborare su battaglie comuni, perché da questa assemblea deve uscire qualcosa di concreto.
Non può essere la solita assemblea annuale che le varie forze politiche o sindacali organizzano, dove ognuno viene a mettere in mostra la propria bandierina, questo deve cessare.
Noi crediamo che l'unità delle lotte sia possibile e soprattutto necessaria!
Non potremo andare da nessuna parte senza questa nuova assunzione di responsabilità'.
 
 
- Intervento di Ivan Maddaluni (ferroviere Cub e attivista Flna)
 
Come ferrovieri Cub da anni portiamo avanti dinamiche unitarie, questo perché abbiamo visto nella pratica sindacale che dove siamo riusciti a fare massa critica abbiamo ostacolato l'attacco padronale mentre dove ognuno è andato in ordine sparso i risultati sono assai meno interessanti.
In ferrovia nonostante la legge 146 abbiamo fatto per due anni a partire da metà 2015, 15 scioperi unitari del sindacalismo di base a cui gran parte dei lavoratori, una parte maggioritaria, ha partecipato.
Un percorso oggi purtroppo interrotto per l’accentuarsi degli scontri fra alcune sigle e per la tendenza di altre  a richiudersi in se stesse , situazione contingente che sta mostrando i propri limiti è che dovrà per forza essere rapidamente superata, visto la vertenza contrattuale che incombe.
Del resto non abbiamo di fronte solo lo strapotere delle aziende, che non può che essere tale alla interno di un sistema socio-economico neoliberista che è il vero nemico contro i lavoratori devono unirsi ma dobbiamo combattere anche quel grande comitati di affari composto dalla convergenza di quelle sigle confederali maggioritarie, che pur protagoniste nella prima metà del 900 di grandi battaglie operaie, hanno scelto negli ultimi decenni, la convergenza con la logica del potere, peggiorando le condizioni contrattuali dei lavoratori, agevolando il precariato, la disoccupazione, lo schiacciamento delle tutele.
Oggi questi sindacati confederali esprimono nelle grandi aziende gran parte dell’apparato dirigenziale, basti vedere in tal senso la carriera esemplare del cavalier Moretti.
Per combattere queste chimere, favorite in ogni modo dal sistema che esse sostengono, ad esempio con i fondi pensione, con il welfare aziendale, con le assicurazioni obbligatorie... è necessario divenire più forti di loro e l’unico modo che abbiamo per farlo e unirci.
Ciò stride con lo spezzettamento attuale del sindacalismo di base, diviso in mille rivoli contrapposti situazione che le prospettive di riscatto dei lavoratori.
Una frammentazione negativa che anche le segreterie del sindacalismo di base hanno ben presente ma che intendono superare attraverso l’affermazione egemone della propria struttura, uno scontro circolare che nessuno sta vincendo (questo è bene che tutti se lo mettano in testa) e che invece sta standardizzando e cronicizzando la divisione e la debolezza dei lavoratori.
Se vogliamo interrompere questo circolo vizioso l'unica via è costruire, in prospettiva con i passaggi e itempi necessari, una nuova grande entità (molto più grande perché senno non ci serve) che raccolga e sintetizzi le energie di lotta oggi disperse del sindacalismo di base, un progetto vincente per cui le varie strutture sindacali, se hanno a cuore l interesse dei lavoratori e non di se stesse, dovranno sostenere, se non avranno il coraggio e l’onestà intellettuale per farlo, dovranno essere i lavoratori a farlo dal basso a travolgere la realtà attuale per concretizzare questo progetto.
Vogliamo anche dire con chiarezza che per questo processo non intendiamo certo sacrificare i principi che anzi vogliamo affinare e rafforzare.
L’unica unità che ci interessa è una unità antisistemica! perché altrimenti ogni lotta anche le più belle e esemplari, se riportate nell’alveo di meccanismi normalizzanti, finiscono in ultima analisi per giustificare e sostenere il sistema stesso.
Ciò significa che in prospettiva gli sforzi affannosi del sindacalismo di base per aggiudicarsi il riconoscimento aziendale e istituzionale o tavoli di trattativa devono essere superati per lasciare spazio a pratiche sindacali più risolute e radicali.
Un esempio campale è quello che più oggi divide il sindacalismo di base è che quindi non può essere taciuto, ossia quello della rappresentanza.
Come ferrovieri Cub siamo stati la prima categoria che ha respinto e contrastato il Testo Unico, una battaglia che rivendichiamo perché siamo certi che invece ha ceduto al ricatto dovrà presto tornare sui suoi passi se non vorrà essere travolto dalla deriva concertativa che quell’accordo presuppone ma questo oggi non basta più;  Ciò che dobbiamo fare è iniziare a dubitare della stessa opportunità di organismi di rappresentanza concessi e gestiti dal padrone.
Dobbiamo sostituire il meccanismo della delega con la partecipazione ed il protagonismo diretto dei lavoratori nella definizione dal basso, nelle assemblee sui posti di lavoro della linea sindacale, che le segreterei devono recepire e coordinare; questo è il modello unitario che ci interessa.
Si tratta chiaramente di un processo di medio periodo ma siccome purtroppo i padroni non sono così gentili da aspettare i nostri tempi è necessario da subito concentrare le energie e unire le vertenze su alcuni obiettivi condivisi e urgenti:
1) La libertà di sciopero, già fortemente limitata ma che se non rivendicata con iniziative unitarie sarà presto cancellata per essere consegnata alle organizzazioni sindacali di regime
2) Le vertenze sui posti di lavoro a partire da quelle contro i licenziamenti e quelle per contratti di lavoro finalmente dignitosi (e per inciso i contratti non vanno firmati per forza!)
Su questo ci sono già buone pratiche a cui come ferrovieri Cub partecipiamo ad esempio il Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri ed il Fronte di Lotta No Austerity, che invitiamo tutti a conoscere e partecipare.
Ben venga anche un percorso di lavoro che a partire dalla iniziativa di oggi, rafforzi gli strumenti di lotta a nostra disposizione.


Articolo tratto da: Fronte di Lotta NO AUSTERITY - http://www.frontedilottanoausterity.org/
URL di riferimento: http://www.frontedilottanoausterity.org/index.php?mod=none_News&action=viewnews&news=top_1511948785