Intervista a Daniele Cofani, lavoratore Alitalia, attivista della Cub trasporti e del Fronte di Lotta No Austerity (+ video dell'intervento al 3° congresso della CSP-Conlutas)




Era il 12 febbraio 2017 quando una bellissima e completa intervista ad Antonio Amoroso fu pubblicata sul nostro sito. Antonio, segretario nazionale della Cub Trasporti, riassunse magistralmente le vicende legate a una delle più importanti vertenze della nazione svelandone - così titolammo l'intervista - le verità nascoste. 
Da allora, nella vertenza Alitalia, abbiamo assistito a un’escalation di eventi che hanno letteralmente scritto una delle migliori pagine del sindacalismo conflittuale di casa nostra: unità di classe davanti a governi e padroni, determinazione nelle lotte, resistenza alle pressioni e contrasto al sindacalismo complice e concertativo. 
Intervistiamo Daniele Cofani, lavoratore Alitalia, attivista della Cub Trasporti e del Fronte di Lotta No Austerity, che ha recentemente partecipato come ospite al terzo congresso della Csp Conlutas in Brasile.


 
1) Il 24 aprile di quest'anno terminava una consultazione referendaria che passerà alla storia come simbolo di lotta, riscatto e dignità. Puoi raccontarci il percorso che ha portato al risultato straordinario che tutti conosciamo? 

Eh sì, il risultato referendario non è che la fine di un percorso di lotta che è partito da gennaio, momento in cui sono uscite le prime indiscrezioni sul nuovo piano industriale. Da quel momento ci sono stati 4 importanti scioperi: il 23 febbraio, l’8 marzo, Il 20 marzo e il 5 aprile, dove sono state altissime le adesioni e centinaia i voli cancellati. I lavoratori Alitalia già da quegli scioperi e nelle manifestazioni hanno cominciato a dire no all’ennesimo piano di sacrifici, maturando la consapevolezza che non potevano pagare di nuovo loro errori e nefandezze industriali come già successo nel 2009 con la privatizzazione e nel 2014 con l’entrata nel capitale degli emiratini di Etihad che hanno generato nel totale 12 mila licenziamenti, terziarizzazione di attività, abbassamento del salario ed una precarietà diffusa. Importate e fondamentale è stata la riscossa dei lavoratori precari sia in termini di partecipazione alle giornate di lotta sia in termini di votazione. Questo sinteticamente può essere considerato il percorso che ha portato circa 7 mila colleghi (67%) a votare NO al referendum terminato con lo scrutinio del 24  Aprile, lavoratori sostenuti dal Comitato del No, composto dalla Cub Trasporti ed AirCrew Commitee, che ha presieduto i seggi senza sosta per 5 giorni consecutivi grazie a decine di lavoratori/scrutatori volontari in ferie, permessi e riposi contro centinaia di delegati confederali con a disposizione un fiume di permessi retribuiti.

2) La lotta in Alitalia non si è fermata con la vittoria al referendum: ci sono stati nuovi importanti scioperi e manifestazioni... e altri sono in programma. Puoi riassumerci i momenti principali?

Sì, anche se dopo il risultato del referendum, il governo, con in testa il ministro Calenda con un accentuato livore ideologico, ha posto Alitalia in amministrazione straordinaria dandone la responsabilità ai lavoratori e al Comitato del NO.
Subito dopo il referendum ci sono state due importanti giornate dove si è dimostrata tanta solidarietà nei confronti della lotta dei Lavoratori Alitalia, il 27 maggio c’è stata una grandissima manifestazione per le strade di Roma dove, dopo un appello dei Lavoratori Alitalia, hanno partecipato al corteo migliaia di lavoratori di altri settori ed aziende in quel momento anch’essi in lotta. Altra importantissima giornata è stata il 16 di giugno dove, sempre in solidarietà della lotta dei lavoratori Alitalia, c’è stato un grande sciopero dei trasporti e della logistica, sciopero che ha avuto un grandissimo successo, furono molte le adesioni in tutti i settori dei treni, autobus e metro, tant’è che ci fu una reazione scomposta da parte del governo e dei sindacati tradizionali con in testa la Furlan (CISL) e la Camusso (CGIL) che richiedevano a gran voce subito una legge che colpisse ancora di più il diritto allo sciopero e una legge sulla rappresentanza che togliesse i già pochi diritti e agibilità ai sindacati combattivi. Un esempio concreto di questa deriva autoritaria da parte del governo lo abbiamo avuto il 27 ottobre dove, all’interno dello sciopero generale programmato dalla Cub ed altri sindacati di base, il Ministero dei Trasporti, nella veste del ministro Delrio, ha imposto la riduzione dello sciopero a sole 4 ore in tutti i comparti dei trasporti, tra le motivazioni poste nella ordinanza c’era la possibilità che questo sciopero potesse avere una grande adesione come era successo ad esempio nello sciopero del 16 giugno.  È un grande paradosso di cui quasi verrebbe da ridere ma è di una gravità assoluta, è chiaro a cosa punta il governo: a diminuire ancora di più il diritto di sciopero e della rappresentanza. Crediamo che vada assolutamente intrapresa, quanto prima, una campagna più allargata possibile per la difesa del diritto dei diritti: quello di sciopero.

3) Il giorno dopo lo sciopero del 16 giugno partecipasti alla seconda conferenza nazionale del Fronte di Lotta No Austerity. Il tuo intervento è stato molto apprezzato e da lì nacque una preziosa collaborazione che oggi vede un tuo importante impegno nella costruzione di questo fronte unico di lotta contro governo e padroni. Credi sia importante uno strumento di collegamento nazionale e internazionale tra i lavoratori in lotta che superi le divisioni di sigla? 

Sì, il 17 di giugno il Fronte di Lotta No Austerity ci ha invitato alla propria conferenza per raccontare la lotta dei Lavoratori Alitalia. Da subito ho trovato una realtà assolutamente interessante con obiettivi chiari e condivisibili con cui è nata da subito, quasi spontaneamente, una collaborazione. Credo vivamente che serva uno strumento di collegamento tra le varie avanguardie di lotta, spesso divise tra di loro per motivazioni settarie sindacali e categoriali o solamente perché non trovano un collante che possa unificarle tra di loro. Questo strumento di collegamento però non deve avere come obiettivo la sostituzione del sindacato e deve essere il più aperto possibile alle varie realtà sindacali che vi partecipino senza togliere ad ognuna la propria anima che la contraddistingue. Dico questo perché sia in passato ma ancora oggi ho notato che spesso in alcuni coordinamenti la troppa anti-sindacalità aveva ben poco a che vedere con la necessità di unire delle lotte ma puntava più a snaturare le varie anime con l’obbiettivo di creare nuove organizzazioni sindacali.
Nel fronte di lotta No austerity invece ho riscontrato una reale e concreta volontà di coordinare e unire le vertenze delle varie categorie sul territorio nazionale senza preclusione alcuna se non quella di condividere questa necessità. Come penso che sia importante un coordinamento nazionale delle varie realtà di lotta credo ancor di più che sia necessario un collegamento internazionale per condividere esperienze e per sostenere e dare solidarietà alle battaglie dei lavoratori, anche e soprattutto perché nel mondo del lavoro globalizzato i padroni sono stati capaci di organizzare una piattaforma unitaria che mira, in ogni parte del globo, a colpire i lavoratori con le stesse modalità e per questo è necessaria una risposta collettiva e unitaria, una risposta internazionale.

4) Recentemente hai partecipato in Brasile, come ospite, al terzo congresso della Csp Conlutas, uno dei sindacati promotori della Rete sindacale internazionale di solidarietá e di lotta (a cui aderiscono anche Cub Trasporti e Flna). Il tuo è stato uno dei tre interventi internazionali che hanno avuto spazio in plenaria: un intervento molto emozionante e applaudito. Che bilancio fai di questa esperienza?

Senza dubbio è stata l’esperienza politico/sindacale più coinvolgente che abbia mai vissuto nella mia esperienza di attivista, lo dico per il livello di partecipazione, coscienza, preparazione e passione politica che ho riscontrato nella totalità dei delegati e attivisti della CSP – Conlutas e dei vari movimenti presenti al congresso. Sono stato assolutamente impressionato dalla lealtà della discussione anche su tematiche molto contrastanti e divisorie come la politica interna del Brasile, rispetto alla questione dell’ex presidente Lula, e ancora di più sulla questione del Venezuela dove si sono analizzate apertamente le politiche intraprese da Maduro e le rispettive ricadute sui lavoratori allargando la discussione anche sugli altri stati appartenenti all’area della cosiddetta rivoluzione bolivariana. Riguardo all’intervento che ho fatto in plenaria durante la presentazione delle delegazioni internazionali, oltre che essere stata una grandissima sorpresa, è stato anche un grandissimo onore non tanto per una questione personale o di appartenenza alle organizzazioni in cui milito, ma perché la lotta dei lavoratori Alitalia è stata volutamente presa come esempio da raccontare di fronte una calorosa platea di 2000 delegati e a più di 100 rappresentanti di delegazioni internazionali. Questo ci rende consapevoli del buon lavoro che abbiamo svolto noi compagni della Cub Trasporti insieme agli amici e colleghi di AirCrew Commitee. Da questa esperienza ne esco ancora di più convinto che sia possibile creare un’organizzazione di classe e di lotta pluralista e democratica dove le varie anime sono considerate un valore aggiunto e non un punto necessariamente di scontro e divisione.





5) Dopo il congresso hai partecipato all'incontro della classe lavoratrice delle Americhe. Di cosa si trattava esattamente? 

Sì, dopo il congresso della CSP – Conlutas svoltosi a Sumaré, le delegazioni internazionali si sono spostate a San Paolo per partecipare alla prima riunione della rete sindacale dei Lavoratori delle Americhe. Anche questa è stata una grandissima esperienza che mi ha portato a conoscere realtà politico-sindacali che si battono quotidianamente negli stati prevalentemente del centro-sud America. La discussione ha avuto inizio sulla situazione politica degli Stati Uniti, dove la presenza della destra estrema ha suscitato una forte reazione di lavoratori, studenti e intellettuali, era presente una delegazione di compagni statunitensi a rappresentarla. Le politiche degli Stati Uniti si ripercuotono, come da sempre, sugli stati sudamericani; e i delegati e le delegate latinoamericani hanno raccontato delle lotte di resistenza in corso nei propri paesi contro le politiche aggressive di Trump per quanto riguarda l’immigrazione e l’utilizzo speculativo delle risorse naturali ed economiche del Sudamerica. Ci sono stati anche degli interessanti gruppi di discussione rispetto a questioni nell’ambito sia lavorativo che nell’ambito sociale come ad esempio la repressione, il razzismo,  l’omofobia e le problematiche delle donne. Personalmente ho partecipato al gruppo di discussione dei trasporti dove, insieme al compagno portoghese Carlos, lavoratore aeroportuale, abbiamo rappresentato in grandi linee le problematiche del trasporto aereo in Europa, era presente anche una collega dell’AirNamibia, dei lavoratori sudamericani della logistica e del trasporto pubblico locale, tra cui due rappresentanti della metropolitana di Rio e San Paolo, lavoratori che furono protagonisti delle lotte dei trasporti durante il mondiale di calcio in Brasile. Anche qui ho avuto la possibilità intervenire e ho tentato di rappresentare un esempio concreto di dialogo, sostegno e solidarietà tra lavoratori dello stesso comparto ma di aziende e nazioni differenti, ho portato appunto l’esempio di noi lavoratori Alitalia che ci siamo scambiati sostegno con comunicati e video con i lavoratori aeroportuali argentini, con i lavoratori della compagnia colombiana Avianca, abbiamo inviato una lettera aperta ai lavoratori Iberia e con i lavoratori di Air France del sindacato Sud Arien ci siamo incontrati in luglio a Roma prendendo un impegno reciproco per possibili iniziative di lotta comuni.
Alla fine di questo meeting è stato votato un documento in cui prevalentemente viene preso impegno da parte delle realtà presenti di creare un gruppo di lavoro delle realtà delle Americhe che rimanga in contatto anche attraverso Skype, che si organizzi per sostenere tutte le lotte locali e nazionali dei sindacati che fanno parte della rete ma anche sostenere tutte le lotte sociali del continente, costruire incontri settoriali a livello globale ed infine fare uno sforzo politico ed economico per garantire una nutrita presenza alla prossima riunione internazionale della rete prevista in gennaio a Madrid.

6) Infine, terminate le riunioni, hai visitato alcune occupazioni e fabbriche in lotta. Cosa ti resta di queste esperienze?

Altra grandiosa ed apprezzata esperienza che ci hanno fatto vivere i compagni della CSP – Conlutas e della Luta Popular, con loro siamo stati ospiti di una piccola comunità indigena, Guaraní, alle porte di San Paolo, è tra le più piccole in Brasile ma con una forte valenza simbolica per la lotta che stanno portando avanti nel rivendicare il loro riconoscimento da parte del governo e un territorio dove poter vivere e coltivare. Altro importante incontro lo abbiamo fatto all’occupazione Esperanza, dove famiglie di lavoratori sono state costrette ad occupare dei terreni su cui costruire delle abitazioni a causa delle speculazioni edilizie che rendono inaccessibili l’acquisto e l’affitto di case. Entrambi esperienze sociali che ci hanno fatto vivere in pieno le reali condizioni del proletariato brasiliano e come si organizza per contrastare le diseguaglianze che anche in Brasile il capitalismo impone.
Personalmente poi sono rimasto in Brasile qualche altro giorno ospite dell’amico Herbet che mi ha portato a vivere delle esperienze di attivismo sindacale nella zone di São José, l’area più industrializzata del Brasile dove è forte la presenza della CSP – Conlutas nelle fabbriche. Sono stato presente insieme alla delegazione statunitense, ad un volantinaggio di prima mattina fuori l’impresa aeronautica dell’Embraer, dove lavora ed è attivista Conlutas Herbert, esperienza che per un attimo mi ha riportato a casa e mi ha ricordato decisamente i nostri volantinaggi fuori gli Hangar della Divisione Manutenzione di Alitalia. Siamo andati poi a portare solidarietà internazionale al presidio dei lavoratori della Chery, casa automobilistica cinese, lavoratori in quel momento in sciopero da 20 giorni, interessante è stata oltre alla nostra presenza ed intervento, anche la presenza al presidio di lavoratori dei trasporti, della General Motors e dell’Embraer, in sostegno. In queste 2 esperienze abbiamo vissuto pratiche di lotta della Conlutas tra i lavoratori metalmeccanici delle fabbriche che non si distolgono molto dalle nostre modalità italiane ma di sicuro appaiono più partecipate ed aperte alla solidarietà di altre realtà.
Infine una nota di colore, l’ultima sera siamo andati a vedere una partita vittoriosa del Palmeiras del campionato brasiliano.



 
7) Prossimo appuntamento internazionale sará il terzo incontro della Rete sindacale internazionale a Madrid (25-28 gennaio). Ci sarà una presenza anche di sindacati e attivisti del tuo settore di lavoro? Come interverrete e quali sono le tue aspettative?

Sì, la Cub Trasporti fa da sempre parte della rete internazionale sindacale e dovremmo parteciparvi con tutte le categorie di trasporti in cui siamo presenti. Per quanto riguarda il mio settore specifico che è quello del trasporto aereo, stiamo già lavorando alla creazione di un documento da poter portare a gennaio a Madrid, documento che in primo momento sarà condiviso con i compagni aeroportuali di Lisbona con l’obiettivo di coinvolgere più realtà possibili del nostro comparto con la propria adesione. In questo documento vorremmo spiegare quali sono le condizioni del trasporto aereo in Europa e nel mondo attraverso un’analisi generale di come padroni e governi a livello globale si siano organizzati in piattaforme comuni, dove privatizzazioni, liberalizzazioni, terziarizzazione di attività, fino all’utilizzo estremo delle cooperative, abbiano in questi anni martoriato e precarizzato i lavoratori del trasporto aereo.
Concludo ringraziando personalmente tutti i compagni e compagne, sia in Italia che in Brasile, che mi hanno reso possibile vivere questa indimenticabile esperienza umana oltre che politica, sono state centinaia le persone conosciute e moltissime le nuove amicizie.


Guarda il video dell'intervento di Daniele Cofani al 3° Congresso della CSP-Conlutas


Articolo tratto da: Fronte di Lotta NO AUSTERITY - http://www.frontedilottanoausterity.org/
URL di riferimento: http://www.frontedilottanoausterity.org/index.php?mod=none_News&action=viewnews&news=top_1509408497