Dal Movimento di lotta per la casa di Firenze.


Piena solidarietà e appoggio alle famiglie sgomberate da tutto il Fronte di Lotta No Austerity!

Modello Firenze!!!


Ci siamo presi un giorno per riflettere bene ed informarci meglio sullo sgombero del Pergolino ,ex casa di cura occupata dal movimento di lotta per la casa nel settembre del 2015, per dare una risposta abitativa a famiglie che pur lavorando in situazioni di precarietà e sfruttamento, una casa in affitto sul libero mercato potevano solo sognarla.

La sfrontatezza delle istituzioni nei metodi operativi ci ha lasciati assai perplessi, come ci hanno lasciati perplessi le dichiarazioni rilasciate alla stampa. Lo scenario che ci ha svegliato di buon mattino era un vero e proprio scenario di guerra, camionette della polizia, macchine, digos, funzionari del comune e dei servizi sociali, perfino il sindaco Dario Nardella a sgomberare donne e bambini.

Quando lo abbiamo visto accarezzare un bimbo non abbiamo più resistito e lo abbiamo accerchiato, accerchiati a nostra volta da ogni tipo di funzionari digos, polizia, Comune, perfino caritas… ne è nato un vivace battibecco, dove il buon sindaco Nardella si fingeva stupito da tanta ingratitudine dicendoci che spendeva tanti soldi per il sociale e che il “modello Firenze” era un fiore all’occhiello!

Abbiamo ribattuto che i soldi poteva spenderli meglio visto che alle persone non portano alcun beneficio, anzi aggiungono disagio a chi disagio ne vive già abbastanza.

Un’accoglienza di tre mesi in strutture senza alcun progetto nel più totale assistenzialismo, senza poter cucinare un pasto o poter disporre in alcun modo della propria autonomia familiare, ricoverati in camere da 9-11 letti a castello, in 2 o 3 famiglie per stanza, non può essere fatto passare per un modello da imitare. Un modello che garantisce tre mesi di accoglienza e allo scadere dei quali la strada torna ad essere l’unica soluzione.

Le modalità dello sgombero poi sono state alquanto discutibili, hanno fatto irruzione tagliando con il flessibile il cancello e usandolo come scudo contro le persone che tentavano di opporsi, specialmente donne buttandone a terra alcune, traumatizzando i bambini che hanno iniziato a piangere e urlare, tutto però con un bel sorriso amichevole stampato sulle loro facce di merda.

Dietro a tutto questo naturalmente non c’è una irresistibile voglia di ripristinare “la legalità” così tanto millantata e sdoganata da un Pd che vuole superare e battere ai punti la Lega, dietro a tutto questo ci sono i soldi, centinaia di migliaia di euro che la società Maria Beatrice il Pergolino ha minacciato di chiedere come risarcimento danni se lo sgombero non fosse avvenuto entro giorno 21 febbraio.

La società ha inoltre offerto una sua proprietà, “Villa Pepi” nel viale Pieraccini, usata fino a dieci giorni prima come cas, ciò sicuramente da un’immagine ben diversa di tutta la vicenda. Non legalità ma soldi e interessi pubblici e privati.

Quello che ci ha lasciati più amareggiati è stato il metodo da deportazione, isolati da qualsiasi contatto di solidarietà e stampa, tenuti in fondo alla scena da cordoni di polizia e vigili.

Una risposta sensata e non affrettata va assolutamente data. Un grazie ai compagni di “Corsica”, della cub e del movimento che sono accorsi a portare solidarietà.


Gli sgomberati con il movimento di lotta per la casa di Firenze