Il Decreto Salvini cancella il diritto di sciopero e di dissenso! Firma anche tu per abolirlo e per il ritiro immediato del “Decreto Salvini bis”

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Il Decreto Salvini cancella il diritto di sciopero e di dissenso!

Firma anche tu per abolirlo e per il ritiro immediato del “Decreto Salvini bis”

Siamo attivisti sindacali, politici, di movimento, uomini e donne. Spesso abbiamo partecipato ad azioni di lotta e di resistenza o, semplicemente, siamo scesi in piazza per far sentire la nostra voce. Vogliamo unirci a chi si sta battendo per l’abolizione del “Decreto Salvini” e per il ritiro della proposta di ulteriore inasprimento (“Decreto Salvini bis”).

Di questo Decreto sono stati giustamente sottolineati gli aspetti razzisti e xenofobi. Si tratta di misure che hanno come scopo solo quello di creare un falso nemico, un capro espiatorio, su cui convogliare il malessere sociale, anche con lo scopo di contrapporre tra di loro lavoratori immigrati e nativi.

Ma ci sono nel “Decreto Salvini” alcune misure di cui si è parlato meno ma che sono altrettanto gravi e che, con questo appello, intendiamo denunciare. Sono misure che mettono gravemente in discussione il diritto di dissenso, di azione sindacale e di manifestazione di tutte e di tutti e che sarebbero ulteriormente aggravate laddove fosse approvato il cosiddetto “Decreto Bis”.

Elenchiamo qui le principali (già in vigore):

E’ stata elevata la pena detentiva (fino a quattro anni) per chi “invade” terreni o edifici di proprietà altrui:

Se il fatto è commesso da più di 5 persone scatta la pena massima, con multe superiori ai 2000 euro a testa; se “l’invasione” è effettuata da due o più persone scatta anche la pena massima per promotori e organizzatori.

Sono soprattutto gli immigrati i più colpiti: potrebbero vedersi revocare il proprio permesso di soggiorno se condannati

Si tratta della criminalizzazione di azioni di protesta che spesso vengono messe in atto quando si organizzano iniziative volte ad ottenere il riconoscimento dei propri diritti.

Se questo Decreto non verrà abolito saranno condannate con 4 anni di reclusione e multe salatissime anche l’occupazione temporanea di una fabbrica da parte degli operai, l’occupazione delle scuole durante le mobilitazioni studentesche, l’invasione pacifica di terreni agricoli o parcheggi privati da parte di lavoratori e lavoratrici.

Senza contare che l’inasprimento delle pene sta colpendo anche centri sociali, associazioni no profit e le occupazioni di case sfitte da parte di tante persone sfrattate.

È stato reintrodotto il reato (depenalizzato a “illecito amministrativo” nel 1999) di blocco stradale

Il Decreto Salvini prevede che il “deporre o abbandonare oggetti qualsiasi in una strada ordinaria” così come “l’ostruire o ingombrare” una strada (oltre che una ferrovia) in qualunque modo può comportare la reclusione fino a 6 anni (le pene sono raddoppiate se l’atto è compiuto da più persone o se ci sono atti di violenza).

Anche la semplice resistenza passiva che comporti l’ostruzione della circolazione “col proprio corpo” può essere punita con una multa da 1000 a 4000 euro (la sanzione si applica anche ai promotori e agli organizzatori).

Questo significa che tutte le azioni di blocco stradale e i picchetti davanti alle fabbriche che sempre si organizzano in occasione di scioperi partecipati o manifestazioni spontanee di lavoratori e studenti potranno essere sanzionate con multe ancora più salate e, in alcuni casi, persino con la reclusione.

Immaginatevi un picchetto o un corteo di operai o di studenti che “ostruisca e ingombri” la strada con un camioncino o con striscioni; immaginatevi se in questo corteo, come spesso, accade, dovessero esserci atti chiamati “di violenza” (noi diciamo di resistenza) per difendersi da una carica della polizia: col Decreto Salvini si rischia il carcere fino a 6 anni

A tutto questo vanno aggiunte le altre misure repressive collegate al Decreto Salvini

Dall’estensione del “Daspo urbano” (strumento col quale il sindaco può a sua discrezione, anche solo per tutelare il decoro urbano, decidere l’allontanamento forzato da luoghi della città, inclusi locali pubblici, fiere, mercati e presidi sanitari!) all’utilizzo del Taser (la pistola che produce pericolose scariche elettriche) che può essere usato in qualsiasi occasione da tutti gli agenti, inclusa la polizia locale.

Senza contare che l’inasprimento delle pene sta colpendo anche centri sociali, associazioni no profit e le occupazioni di case sfitte da parte di tante persone sfrattate.

Queste misure sarebbero ulteriormente aggravate laddove venisse approvato il “Decreto Salvini Bis” che prevede, tra le altre cose:

Sanzioni severe per chi soccorre i naufraghi in mare;

Reclusione fino a un anno per la partecipazione a riunioni e assemblee in luogo pubblico senza preavviso e autorizzazione;


Reclusione fino a 3 anni per chi durante una manifestazione oppone resistenza alle forze di polizia con scudi o “materiali imbrattanti e inquinanti”;  

Inasprimento del 341bis con la reclusione fino a 4 anni per offesa a pubblico ufficiale; reclusione fino a 5 anni per chi danneggia cose altrui durante una manifestazione (ad esempio in occasione di scioperi);

Persino reclusione fino a 4 anni per chi usa fumogeni o petardi durante una manifestazione!

In un Paese in cui il diritto di sciopero, di azione sindacale e di manifestazione subisce già pesanti restrizioni – pensiamo alle leggi antisciopero nel pubblico impiego e nei cosiddetti servizi essenziali (L. 146/90) o alle forti limitazioni al diritto di rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro (Testo Unico sulla Rappresentanza) – crediamo che queste ulteriori attacchi al diritto di dissenso siano inaccettabili.

Per questo i seguenti firmatari, al fine di difendere il legittimo diritto di sciopero, di azione sindacale, di manifestazione e di dissenso chiedono l’abolizione del Decreto Salvini e il ritiro immediato del “Decreto Salvini bis”.  Facciamo anche appello a tutte le organizzazioni sindacali, ai movimenti di lotta, ai collettivi studenteschi, antisfratto, a difesa dell’ambiente, a organizzare iniziative unitarie (ad esempio davanti alle Prefetture) per chiedere il ritiro di queste misure repressive.

Consulta tutte le firme!

Collettive:

CUB Catania e provincia
USI Caltanisetta
USI Sicilia
USI Udine
Comitato di Base Cobas Sky Milano
Slai Cobas Trentino
Alternativa sindacale FCA-Melfi, Basilicata
Partito di Alternativa Comunista
Partito Comunista dei Lavoratori
Cobas P.I. Cologno Monzese
RSU Fiom Angelo Cremona spa
CUB Trasporti Fiumicino Alitalia
Sportello legale Barricada, Jesi (AN)

Individuali:

Massimiliano Colucci – Operaio Pirelli Settimo Torinese, Riconquistiamo tutto – Opposizione in CGIL
Giuseppe Anello – Disoccupato, Roma
Giuseppe Sapia – Pensionato
Stefano Oteri – RSU Cobas, MEF
laura Gerevini – Impiegeta, RLS iscritta CGIL, Cremona
Angela Ghilardi – Pensionata (ex Indap), Gazzaniga (BG)
Mario Avossa – Chirurgo, iscritto Cub, Salerno
Enrica Paccoi – Impiegata, Roma
Enrico Turci – Videomaker, PTB (Parti du Travaille de Belgique), Bruxelles
Pasquale Melchioretta – Tecnico presso Univerità Bicocca, Corbetta (MI)
Paolo Consolaro – Pensionato scuola, USB, Vicenza
Emiliano Migliorati – Operaio Alitalia, Cub Trasporti, Fiumicino (Roma)
Angelo Consentino – RSU Beni culturali, Pescara
Maria Antonietta Poy – insegnante, RSU Cgil, Modena
Gianni Sartori – Giornalista Free Lance, Vicenza
Domenico Masotti – Cobas MEF, Roma
Roberto Zerbin – Impiegato metalmeccanico, Cremona
Alessandro Bellucci – Cub, Firenze
Francesco Miccoli – USB Beni culturali, Pescara
Adamo Tiezzi – Disoccupato, San Vito Marina (CH)
Paolo Riboli – Pensionato, Bergamo
Nereo Turati – Insegnante, Vicenza
Sergio Orfeo – Comune di Cinisello Balsamo (MI), USB
Gabriele Attilio Turci – Pensionato (ex insegnante Cobas scuola), Forlì
Annamaria Mazzullo – Maestra, Modena
Alessandro Magri – Direttivo Fiom Cremona
Alessandro Rotondi – USI, PRC, Roma
Walter Mancini – Pensionato (ex sindacalista aeoroporti Roma), Roma
Giacomo Romboli – USB Continental, Pisa
Margherita Paolini – Studentessa, Firenze
Michele Desideri – Collettivo studentesco Cosmos, Firenze
Simone Benedetti – Lavoratore Alitalia, Albano Laziale (Roma)
Michela Ruffa – USB, Livorno
Francesco Ricci – Esecutivo nazionale Pdac
Francesco Sabuzi – Tecnico aeronautico Alitalia, Cub, Roma
Massimiliano Ricci – operaio, Pomezia (Roma)
Lara Bianchi Cecina – Disoccupata, iscritta alla CGIL, Livorno
Fernando Volponi – Portantino, Iscritto Cub e Pcl
Marco Sbandi – Edizioni 7 mari
Ilenia Argento – Insegnante, Torino
Sergio Falcone – Pensionato, Roma
Fabrizio Bencini – Pensionato SPI CGIL, Firenze
Gaetano Ventimiglia – RSA CUB Trasporti, Sigonella (CT)
Vittorio Mirabella – RSA CUB Trasporti Sigonella (CT)

Aderisci! Ammese adesioni collettive (sindacati, comitati ecc) e individuali ( nome, cognome, città, lavoro, sigla sindacale o politica di appartenenza)